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Vecchio 11-11-2011, 18: 50
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Il 2012 sarà di nuovo un anno importante per KTM: allacciandosi alla 125 Duke, che dal suo debutto nella primavera 2011 ha ottenuto un successo senza precedenti in tutta Europa, a Mattighofen è nata l’erede di una della monocilindriche più vendute di tutti i tempi: la 690 Duke. Il suo messaggio: i monocilindrici sono fantastici. Perché sono così versatili e alcune cose riescono loro semplicemente meglio. E il tutto con una facilità e leggerezza senza eguali.




Per il 2012, oltre il 90% di nuovi componenti rendono la 690 Duke ancora più fruibile nell’uso quotidiano, più duratura e, non meno importante, più economica, sia nell’acquisto che nel mantenimento. Mai una Duke era stata così matura e mai prima ci si era sentiti così a proprio agio su una moto fin da subito. Eppure la 690 Duke del 2012 è soprattutto una cosa: una moto inconfondibile più sportiva che mai. Con la sua leggendaria leggerezza in curva e una nuova versatilità finora sconosciuta, riesce ad avere un valore che, nel mondo moderno fatto di moto specialistiche, sembrava essere ormai perduto: è una vera do-it-all bike, una moto economica e sensata nella cilindrata, estremamente pratica ma assolutamente votata al piacere di guida. E lo si vede fin dal primo sguardo.

Non esiste una 690 Duke senza il leggendario motore LC4: non si può trarre maggiore piacere di guida da un solo cilindro. Anche quando la stampa e i clienti inneggiano al nostro monocilindrico come pietra miliare tecnica e prodotto ad alte prestazioni, i nostri sviluppatori non sono soddisfatti, perché non sarebbero ingegneri KTM se non pensassero come autentici sportivi di vertice. Hanno la competizione nel sangue e il perfezionismo nel patrimonio genetico. Per questo l’ultimo LC4, costruito sulla base del monocilindrico della precedente 690 Duke R, ha fatto un altro passo da giganti in avanti. Unisce una silenziosità di funzionamento mai raggiunta prima a modi estremamente raffinati, un perfetto controllo della potenza e un’efficacia ancora maggiore. Il segreto: una nuova testa cilindro con doppia accensione e una caratteristica programmata sulle diverse candele, un vero sistema drive-by-wire, un impianto di aspirazione e di scarico già in linea con le future normative in materia di emissioni.



Il risultato sono 70 CV pieni, una coppia potente e un comportamento in risposta e in termini di vibrazioni che non si trovano in nessun altro motore a più cilindri. Ma non è solo la potenza a essere motivo di grande gioia: occorre aggiungere anche i costi d’esercizio dell’LC4 di ultima generazione, con intervalli di manutenzione di 10.000 km, una durata ulteriormente aumentata e consumi medi ridotti del 10%. È vero che i modelli LC4 sono sempre stati affidabili, duraturi e parchi nei consumi: la nuova evoluzione di questo motore leggendario ha però chiaramente spostato più in alto l’asticella di misura. Questo fa bene non solo al portafoglio, ma anche alla fiducia in un’amica sportiva per ogni occasione.

Riallacciandosi al successo della 990 SM T, KTM ha equipaggiato anche la nuova Duke con l’ultramoderno ABS 9M+ che, grazie al setting estremamente sportivo che accorcia lo spazio di frenata, protegge efficacemente il pilota nelle situazioni di emergenza. La collaborazione tra KTM e Bosch ha dato ottimi frutti anche per la Duke. Non per niente la tedesca ADAC tra gli altri ha eletto l’impianto frenante della SM T tra i migliori e i più efficaci in assoluto. Un successo, che ora trova la sua prosecuzione sulla nuova Duke. Il telaio si fa notare per la maggiore efficacia degli elementi utilizzati e il numero conseguentemente ridotto di componenti.

Il telaio tubolare a traliccio leggero in acciaio al cromo-molibdeno, le sospensioni WP con svariate possibilità di regolazione, l’impianto frenante Brembo con pinze ad attacco radiale, nonché sospensioni e una ripartizione dei pesi ancora più equilibrati fanno intuire sin dalla prima volta che si monta in sella che, con la nuova Duke, tutto è possibile. Una volta in marcia, le grandi capacità di piega e i moderni pneumatici sportivi fanno avvertire, al pilota della 690 Duke dinamicamente integrato nel sistema, una brama crescente di curve. Del resto, dal punto di vista ergonomico poco è cambiato rispetto al modello precedente: il pilota siede più comodo e più in basso di ben 30 mm, ma senza sprecare spazio di manovra prezioso per la guida dinamica.




La nuova Duke non è solo una vera Duke al 100%: è stata ulteriormente perfezionata nel tipico stile arancio e ancora una volta detta legge in materia di dinamica di marcia. È estremamente leggera, maneggevole e quindi pressoché imbattibile sia per la fruibilità nell’uso quotidiano, che nella scoperta dei limiti dinamici. Il piacere di guida dura anche più a lungo che in passato, perché il serbatoio maggiorato, pur con consumi ulteriormente ridotti, significa molti chilometri in più tra una sosta dal benzinaio e l’altra. E nel pacchetto? Non è importante la seduta più bassa, la spinta piena, la maggiore silenziosità di funzionamento o la sportività fantastica: guidare una Duke è più libidinoso che mai sotto tutti i punti di vista. Cosa chiedere di più?

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