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LA BACHECA DEI GRANDI VIAGGI
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Vecchio 25-11-2008, 00: 37
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predefinito Creta 2008 [el_conguero momina]

affascinati dalla natura incontaminata e selvaggia quest'anno abbiamo deciso di trascorrere le nostre vacanze a Creta: ovviamente in moto. Molti ci hanno preso per pazzi e forse lo siamo davvero. Il fatto è che abbiamo navigato per due giorni all'andata e due al ritorno per il solo gusto di portare la moto con noi, perdendo quattro giorni di vacanza e spendendo quasi la stessa cifra rispetto all'arrivo in aereo con noleggio di moto sul posto. ma poco importa: vuoi mettere la soddisfazione di aver attraversato un altro piccolo pezzettino di mondo con la nostra moto????
Cmq torniamo al report.
Partiamo il giorno 11 agosto alle 19.00 da Brindisi. Nave Ionian Queen della Endeavor Lines che ci lascia a Patrasso alle 11.30 del giorno dopo (sono le 10.30 in Italia, ma per la grecia il fuso è GMT +2). Da Patrasso partiamo subito alla volta di Atene, nel cui porto, il Pireo, prenderemo nel pomeriggio/sera la nave che ci porterà finalmente a Creta.
La strada da Patrasso ad Atene è molto suggestiva. E' un autostrada greca, pari alle nostre superstrade ed in alcuni tratti addirittura a strade statali, il paesaggio è affascinante: il fatto di costeggiare il lato nord del Peloponneso e vedere sempre oltre la lingua di mare il continente a un fascino tutto suo. Ci colpiscono anche gli altarini, la cui presenza è fissa ad ogni curva. Si tratta di simboli commemorativi che riprendono chiesette ortodosse e vengono posti nei punti in cui qualcuno perde la vita: praticamente ogni curva. effettivamente i greci guidano con non molta attenzione: hanno tutti velocità molto sostenute e si lanciano in ogni situazione, dalla mancata visibilità alle strade sporche. Si intuisce immediatamente che è meglio affrontare le strade con "molta" prudenza. Da notare il fatto che i pedaggi su queste "autostrade" hanno un costo fisso: con la moto si paga 1 euro ogni tratta. noi nel percorrere 230 km da Patrasso ad Atene abbiamo incontrato 3 caselli, quindi 3 euro.









Arrivati ad Atene abbiamo cercato, e trovato subito, il Pireo e ci siamo attivati per il biglietto per Creta. La nava è dellla Anek Lines, la Criti II, e salperà alle 21 per attraccare a Creta alle 6 del mattino seguente. Sono le 14.00: il caldo imperversa infernale; il porto è un forno. Che si fa aspettando l'imbarco? Cacchio siamo ad Atene: andiamo a vedere il Partenone. Detto fatto: a soli 6 km dal Pireo saliamo sul monte che sovrasta la città e da cui si vede tutta (Atene è impressionantemente enorme), sul quale si erige bellissimo e come l'abbiamo sempre contemplato dai libri di storia e di letteratura greca il PARTENONE. Devo dire che vederlo anche solo da lontano è stato davvero emozioante.







Tornati dall'escursione al porto (siamo veramente distrutti: ci portiamo addosso una nottata in nave, circa 700 km in due giorni, la visita al partenone carichi, anzi carico come un mulo), finalmente si parte per Creta: l'isola dovrà essere per forza eccezionale, pensiamo, dopo tutto sta fatica ne dovrà valere la pena!!!!
La nottata in nave passa abbastanza velocemente, anche perchè riusciamo a dormire, e alle 6 del mattino sbarchiamo fianlemnte a Iraklio, il porto principale dell'isola di Creta.
L'isola è stretta e lunga, in linea d'aria i due estremi distanziano 250 km, ma essendo tempestata di montagne e canyon, gli spostamenti avvengono tutti lungo la costa: per compiere 50 km ci vuole un'ora abondante. Fortunatamente però il versante nord gode di una specie di autostrada che permette spostamenti più veloci.
La nostra prima tappa è Aghios Nikolaos (in greco: San Nicola), verso est. Si tratta di un ridente paesino che domina un golfo abbastanza pronunciato. Il paese è ben sviluppato, ha un porto turistico, un laghetto a ridosso sul mare che lo rende davvero caratteristico. Qui il turismo dilaga, si legge ovunque di stanze, hotel, luoghi per mangiare, barche da noleggiare e escursioni varie.
Stanchi e affranti dai due giorni di viaggio, cominciamo a cercare sistemazione, nelle condizioni in cui ci troviamo vedere un paese bello e civilizzato quasi come l'italia ci sembra stupendo. Al primo tentativo troviamo una stanza in un hotel in posizione centraliassima. Il proprietario, Manolo, che sarà di qui in poi mio amico, ci offre questa stanza completa di tutti i confort, compresa aria condizionata, frigo e cucina, a soli 30 euro a notte. Ok! i primi 5 giorni rimaniamo qui!
Sistemati i bagagli comicniamo a chiedere a Manolo quali sono le spiagge da vedere in zona,: ci parla di Elounda, Ierapetra ed altre. Dopo aver riposato un'oretta in camera ci mettiamo in tenuta da bagnanti e cerchiamo una bella spiaggetta dove trascorrere la giornata. Usciamo da Aghios N. e ci fermiamo nel primo punto 1 km e mezzo andando verso Est. la spiaggia nonci entusiasma molto, così temporeggiando vicino alla moto nel parcheggio veniamo fermati da due ragazzi a bordo di un kymko custom 250. Sono italiani, pernottano a Ierapetra, hanno fittato la moto e cercano spiegge belle in giro per l'isola. Troviamo da subito empatia e ci uniamo alla ricerca di qualche bella spiaggia in sella alle nostre moto. facciamo non molti km. Circa una decina e troviamo una spiaggia di cui ignoro il nome. Prendiam oombrelloni e lettini e ci godiamo un po' di relax. Io e momy siamo davvero esausti: fondamentalmente sono 2 gg che travagliamo come nomadi.





Il giorno dopo, ancora in preda alla voglia di relax, rimaniamo sulla spiaggia di Aghios Nikolaos. Anche se da poco sull'isola ci siamo resi conto ben presto della situazione balneare. Di tutta la costa quella disponibile è ben poca, perchè la maggior parte è frastagliata ed inaccessibile dalla terraferma, inoltre il mare (almeno quello del nord) è costantemente battuto da un forte vento per cui spesso lo vedi agitato o increspato, perdendo la qualità di trasparenza e genuinità caratteristiche di un mare poco sfruttato ed abbastanza allo stato naturale, come è quello di Creta. Dopo un bagno ed un po' di sole pranziamo in loco ed assaporiamo una delle specialità locali: il "grilled octopus", cioè il polipo alla griglia. Buonissimo! Annoiati da un mare per niente affascinante, dopo un'oretta di sonno per recuperare le energie torniamo in albergo e ci prepariamo: abbiamo deciso! andiamo alla scoperta dell'isola, visitiamo qualche itinerario tratto dal libro Creta inesplorata.
Così, armati di buona volontà, libro alla mano, saliamo in sella al nostro Superciccio alla ricerca di strade sterrate e di location autentiche. Non ci mettiamo molto ad imboccare il sentiero indicato dal libro. Ma dopo 3/4 km di sterrato pietroso, ecco che spuntano abbaiando ben 3 cani da pastore. Purtroppo la strada costeggia un ovile, e gli animali da guardia si fanno sentire in tutta la loro prepotenza. Momy dalla paura alza le gambe sulle valigie, io da buon smanettone, apro il gas e comincio a scappare; e finalmente dopo un po' di inseguimento riesco a liberarmi dei 3 cani. Rientrati in noi dalla fifa pensiamo che tornare indietro non sarebbe opportuno per non riaffrontare i 3 paladini delle pecore, così tiriamo dritto sperando di sbucare da qualche parte. Ma tempo un paio di km ed ecco un bel gregge in lontananza con nuovi latrati diretti verso di noi. Dietrofront!! Momy prende da terra un bel paio di pietre grosse, e ci redirigiamo in direzione dei nostri precedenti inseguitori. Fortunatamente l'inseguimento del ritorno è stato meno spaventoso del previsto e per strada abbiamo anche sorpreso mamma maialina con un cuccioletto che pascolavano liberi, ma non ci abbiamo pensato minimamente a fermarci







Rientrati finalmente sull'asfalto cerchiamo qualcosa di più tranquillo e possibilmente senza trabochetti.
Girovagando per delle coste a picco sul mare di bellezza veramente suggestiva, incorciamo una strada asfaltata che si inerpica sulle montagne e un gruppo di auto alle sue pendici. Chiediamo e ci viene detto che essendo il 14 agosto c'è una festa religiosa in onore della Madonna. Si cammina per 10 km fino ad un santuario posto sull'eremo. Ma non tutti vanno a piedi, molti sono motorizzati. Così, saliamo anche noi! Arrivati sino in cima (il gps mi ha riportato oltre 410m slm), troviamo una gran folla. Il santuario è molto carino, tutto bianco. Ci saliamo chiedendo spiegazioni in inglese alla gente, ma nessuno ci capisce. Notiamo che molti mangiano del pane. Continuiamo a salire per gli scalini del santuario fino a che arriviamo al punto più in alto dell'edificio. Qui c'è una specie di terrazza dove alcuni uomini tagliano questo pane che i fedeli raccolgono e mangiano e c'è anche una cappellina, scavata nella roccia, dove avviene una qualche funzione. Curiosissimi ci inseriamo nella folla che cerca di entrare, ed alla fine riusciamo ad entrare. Dentro c'è gente che ha portato grossi ceri in attesa di accenderli alla Madonna, gente che prega, e poi all'altare due sacerdoti ortodossi in vesti solenni, tutti ritti con quelle barbone lunghissime, che recitavano preghiere in una voce cupissima: molto ma molto ma molto suggestivo. Momina:" Questi se si accorgono che non siamo dei loro ci crocifiggono". Il senso della fila che stiamo seguendo porta verso un icona della Madonna che tutti vanno a baciare. Fondamentalmente non dovrebbe esserci molta differenza col nostro credo cattolico, ma colti da un usanza che non ci appartiene ci blocchiamo e decidiamo di non seguire l'andatura della fila. Alchè un signore ci ferma e ci chiede qualcosa, ed io: "Speak english?". il tizio un po' allarmato ci indica di proseguire per un'altra stanza dalla quale ci rendiamo conto esserci l'uscita: insomma ci ha cacciati... almeno non ci hanno crocefissi! purtroppo di quest'avventura conservo solo una foto poichè la macchinetta era scarica, peccato!














L'indomani ci svegliamo ed è ferragosto, motivo per il quale decidiamo di non andare al mare. Così ci diamo alla cultura e prendiamo la strada di Cnosso ove visiteremo il magnifico palazzo di Minosse. Arrivati in loco, avvolti da un'afa bestiale, ci rendiamo conto che è troppo tardi per farci accompagnare da una guida, in quanto essendo giorno festivo il palazzo chiude alle 15.00. Così ci aggreghiamo ad un gruppo italiano di costa crociere che ha già cominciato il tour guidato e che ci permette di unirci a loro gratis.
Bisogna davvero dire che senza la guida il palazzo sembra solo 4 pietre. Inoltre esso è stato ripreso e restaurato in età moderna in modo che poco riproduce l'aspetto di 3000 anni fa con calcestruzzi e cemento armato, per cui tutto il fascino e l'atmosfera pertinente alla culla della civiltà (quella minoica) è legato alla bravura della guida in grado di far pendere dalle proprie labbra gli ascoltatori. Terminato il giro compriamo souvenir di rito e decidiamo cosa fare della mezza giornata rimasta. per prima cosa andiamo a pranzo e poi cominciamoa girare la costa settentrionale in lungo ed in largo. Infatti avevo premesso che per arrivare da Iraklio ad Aghios Nikolaos avevamo preso l'autostrada, e così abbiamo fatto pure per raggiungere Cnosso (5km da Iraklio), il ritorno in albergo ce lo siamo sparato costa costa tra strade che si districano all'infinito.
Così abbiamo visto Hersonissos (la città della movida cretese) e tantissimi paesini che si affacciano al mare, anche loro purtroppo inflazionati dall'estremo turismo che coinvolge questo lato dell'isola. Cmq abbiamo battuto strade bellissime e per fare circa 40 km, abbiamo impiegato 2 ore e mezzo.



















Il giorno dopo decidiamo di vedere Elounda, un centro turistico ricco di hotel e villaggi d'elite. Tutto questo perchè il giorno prima abbiamo incontrato un ragazzo di Aversa, un nostro compaesano quindi, che ci ha parlato di spiagge stupende dall'acqua cristallina. Ebbene ci svegliamo di buon mattino e ci dirigiamo ad Elounda, solo 15 km verso ovest. Arrivati troviamo una bella ed ampia insenatura nella costa coperta per la quasi sua interezza da un isolotto, il livello dell'acqua è bassissimo, infatti l'isolotto e collegato alla terraferma da una stradina, ma tutto questo comporta che l'acqua della baia è completamente ferma, placida. Se ci aggiungete che anzichè sabbia le spiagge sono fatte di terra, immaginate la palude che si viene a creare. Infatti entrati in acqua si calpestano le alghe che a ciuffi spuntano dal terreno. inoltre stesi a prendere il sole siamo stati presi d'assalto da insetti e moschini di vario tipo che non ci hanno dato tregua... insomma per farla breve tempo una mezz'oretta ci siamo rivestiti e ce ne siamo scappati. Scegliamo la spiaggia di Vài come prossima tappa. scelta non molto felice, in quanto Vài si trova dopo Sitià e rappresenta la punta nordorientale dell'isola. Scegliamo questa spiaggia in quanto definita un paradiso tropicale, l'unico palmeto naturale d'europa, luogo dove hanno girato la pubblicità del Bounty. Ma data la distanza ci impieghiamo più di un'ora e mezzo per raggiungerla, la strada è pessima, curve su curve strettissime, strade sporche e senza protezioni, e soprattutto, non finiscono mai. Arrivati scopriamo una bella spiaggia, purtroppo molto affollata, ma riusciamo a trovare un angolino per stare in pace. A proposito... prima di arrivare alla spiaggia ci siamo fermati a comprare un po' di frutta. Di mezzo cocomero comprato ne abbiamo mangiato giusto una fettina a testa, perchè il sapore era totalmente peggiore dal nostro, non so se è un caso o i cocomeri greci sono differenti dai nostri. Trascorsa la giornata di mare con tanto di passeggiate, escursioni a piedi (sempre rigorosamente in infradito) riprendiamo per Aghios Nikolaos. Siamo abbronzatissimi, arsi dal sole, non dimentichiamo che Creta gode di una posizione nettamente più a sud di tutte le coste italiane, per cui ogni giorno affrontiamo un sole cui non siamo assolutamente abituati. Dopo aver riposato in albergo, in serata torniamo ad Elounda, dove avevamo prenotato nel ristorante del genero di Manolo. Consumata una succulenta cena passeggiamo ed incappiamo nella discoteca per bambini. Al nostro arrivo comincia ad irromperela musica hip hop e tra i vari bambini vedia ballare tre butteri, uno dalla faccia più buffa dell'altro. Ebbene per scommessa ho dovuto ballare non solo tra loro, ma INSIEME a loro.



























Del lato est dell'isola c'è rimasto ben poco da vedere, l'ultima tappa che decidiamo di battere è l'isola di Chrissy, un piccolo atollo 6km per 1,5km composto di sola sabbia a sud di Ierapetra. L'isolotto è famoso per la sua acqua cristallina, ma anche per il forte caldo dovuto alla vicinanza con la Libia... soli 200 km. La differenza con la costa del nord è notevole. Abituati ad un mare perennemente increspato dal vento, qui troviamo una placida tavola dai colori tropicali, tanto per farvi rendere idea questo è il mare nel PORTO di Ierapetra

Ed infatti qui fa veramente caldo, il sole come la luce sono fortissimi, e rimanere adagiati sull'asciugamano è un problema, infatti entriamo ed usciamo dall'acqua in continuazione, l'unica cosa che mi fa desistere sono le passeggiate al bar per comprare birra e acqua. Ma il mare è stupendo, i colori sono caraibici; questa è stata una di quelle escursioni per la quale è valsa la pena affrontare tutte le peripezie del viaggio. Non nascondo però che quando la nave ci è venuta a riprendere alle 17.00 ho tirato un sospiro di sollievo. Non essendo abituato a quel caldo, ho sofferto non poco.













L'indomani partiamo filamente da Aghios Nikolaos, e seguiamo il consiglio del caro Vitamina, che tramite sms ci suggerisce di visitare la costa sud attorno Hora Sfakìon. Da Aghios N. lo spostamente richiede circa 2 ore, ce ne mettiamo oltre tre in quanto ci fermiamo ad Iraklio ad acquistare il biglietto del ritorno. Da Iraklio prendiamo per Rethimnò, il secondo centro più grosso dell'isola, e da qui tagliamo dritto verso sud alla volta di Hora Sfakìon detta anche Sfakià. Il paesaggio è estremamente suggestivo in quanto la strada allontanandosi dalla costa comincia ad inerpicarsi su delle montagne altissime. il gps mi riporta 820m slm ed una volta svalicate lo sfondo che ci circonda si stravolge totalmente. Da una terra ricca di macchia mediterranea, nonostante la rocciosità del terreno, passiamo ad un brullo deserto che miricorda tantissimo l'Africa tunisina. Man mano che scendiamo le strade si fanno sempre più brutte, tornanti a gomito senza protezione con strapiombi che se si soffre di vertigini è meglio starsene a casa. Notiamo inoltre il cambiamento di temperatura... cacchio sembra davvero l'africa il caldo è avvilente. Dopo aver tentato varie pensioni ed affittacamere (tentiamo anche l'Ilinga propostaci da Vitamina) troviamo le suites Notos, molto accoglienti, di nuovissima fattura, condizionatori, bagno comodo, frigo, insomma tutte le comodità ed anche la piscina. Insomma i restanti 5 gg pernottiamo qui! Sistemati i bagagli scendiamo subito a vedere il mare, anche se non ne abbiamo una buona impressione in quanto è agitato. Cmq un bagno corroborante ci sta tutto dopo che siamo in piedi ed in viaggio dlle 7 del mattino sotto il sole cocente vestiti alla ROBOCOP. Rinfrescati andiamo a pranzare presso l'osteria 3 brothers, sulla spiaggia e da qui riusciamo anche a connetterci. il sottoscritto colto da manie di lontananza comincia a scrivere sul forum incomprensibili topic in lingua greca. Mangiamo, ritorniamo sulla spiaggia dove riposiamo (io come al solito mi stravacco e dormo), fino a sera quando ce ne torniamo in stanza. Qui di sera è impossibile uscire. Si rimane nel paesino, che tra l'altro è davvero minuscolo. il fatto è che una costa che selvaggiamente precipita nel mare, senza una minima pianura, comporta che i paesini sono molto piccoli, insediati nelle rare fratture della costa e molto distanti tra loro, le strade sono bruttissime e manutenute malissimo, per cui ti passa totalemnte la voglia di spostarti











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R1200 GS Adventure Vaccarella - Rafaniello Superstar Marathon Road - e-betella 400 rr
This is my bike. There are many like, but this one is mine. My bike is my best friend. It is my life. I must master it as i must master my life.Without me, my bike is useless. Without my bike, I am useless. I must ride my bike true. I must be faster then my enemy who is trying to get me. I must roost him, before he gets me. I will.

 

Tag
2008, creta, elconguero, grecia, momina, moto, r1200gs, turismo, wlamoto

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