
Cuore desmodromico
Telaio e motore sono in comune con la versione standard e non riservano sorprese. Il primo fa affidamento alla struttura a traliccio in tubi di acciaio su cui si articola il forcellone monobraccio in alluminio, che lascia in bella vista il cerchio.
Il motore è un must di Ducati, il bicilindrico a L di 1.078 cc, con distribuzione a 2 valvole per cilindro e raffreddamento ad aria. All’alimentazione provvede l’iniezione elettronica Marelli che utilizza corpi farfallati del diametro di ben 45 mm.
Il motore è dotato di due candele per cilindro al fine di migliorare la combustione e limitare i consumi.
Lo scarico termina sotto il codone ed è del tipo 2 in 1 in 2. Catalizzatore e sonda lamba permettono a Hypermotard di rientrare agevolmente nei parametri Euro 3.
Come da tradizione, la frizione è multidisco a secco (di derivazione 1098) e ha il comando idraulico, mentre il cambio è a 6 rapporti.
La versione S si contraddistingue dalla base in virtù della dotazione tecnica più raffinata.
La forcella Marzocchi ha steli monstre da ben 50 mm di diametro e riceve uno spettacolare trattamento anti-attrito a base di carbonio. In Ducati lo chiamano DLC ed è – guarda caso – nero come la moto.
Dietro troviamo il top in materia di ammortizzatori, un’unità Ohlins con serbatoio separato, regolabile in compressione, estensione e precarico della molla.
Le altre modifiche rispetto alla base riguardano i freni e i cerchi. I primi sfruttano quanto di meglio Brembo offra oggi, vale a dire 2 dischi anteriori semiflottanti da 305mm morsi da pinze monoblocco ad attacco radiale con 4 pistoncini.
I cerchi sono forniti da Marchesini, sono realizzati in lega forgiata e permettono di risparmiare 2 kg in una zona strategica, quella delle masse non sospese. A tutto vantaggio della maneggevolezza.
Il contatto con l’asfalto è garantito dai Pirelli Diablo Corsa, caratterizzati dalla doppia mescola posteriore a da tempi di riscaldamento ridotti anche alle basse temperature. Una qualità quanto mai apprezzata in questa stagione.