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LA BACHECA DEI GRANDI VIAGGI
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Vecchio 21-11-2008, 12: 33
L'avatar di tonigno
'O Zumo 'e Furcèll'
 
Registrato dal: Nov 2008
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Wink Francia del Sud e Provenza [tonigno pisolo]

Vi racconto il mio viaggio.
La premessa è che, per l’estate, non ero riuscito ad organizzare assolutamente nulla, se non, ma solo a fine luglio, una quindicina di giorni da trascorrere ad agosto, in Calabria, a Tortora, con la famiglia. Dal 16 agosto in poi … il nulla cosmico!! Sarei dovuto rimanere a Napoli e la prospettiva non mi "sconfinferava" per niente!
Per fortuna agli inizi di agosto mi telefona un’amica, grande viaggiatrice ed ottima motociclista/passeggera, (di quelle, per intenderci, che non si portano l’intera casa dietro, e non ti chiedono di fermarti ogni 20 km. ecc.) e mi propone di rifare insieme in moto il giro della Provenza (dove lei era già stata in auto) allargandolo al sud della Francia.
Accetto con entusiasmo! Le dico però che non avrei potuto organizzare nulla poiché ero fuori Napoli; mi tranquillizza dicendo che ci avrebbe pensato lei, sulla base del pregresso viaggio, con l’ausilio di Internet e di due guide Routard (che poi, in viaggio, si riveleranno assolutamente splendide ed insostituibili). So che posso fidarmi e le lascio “carta bianca”.
Ci sentiamo spesso, ma alla fine sia a stilare l’itinerario, che ad effettuare la prenotazione degli alberghi ci pensa lei.
Così il 18 agosto, di mattina presto, siamo di partenza.
Prima tappa del S. Stefano al Mare, vicinissimo a S. Remo. Qui mi rendo conto di quanto noi “sudici” ) siamo lontani dall’Europa!!
Infatti arriviamo, dopo circa 850 km. di autostrada, nel tardo pomeriggio, e qui iniziano le gradite sorprese; la mia compagna di viaggio ha prenotato in uno splendido Hotel a 4 stelle!!
Anche tutti gli altri alberghi sono stati a 3 o 4 stelle, ed effettivamente, in un viaggio lungo ed intensissimo come questo, avere un posto confortevole dove riposare non è cosa da poco.
Naturalmente questo ha avuto una certa “incidenza” sul costo finale del viaggio, ma ne è valsa la pena!
A S. Stefano, abituati agli orari di cena dei “sudici”, andiamo a cenare alle 21,30 e richiamo di rimanere digiuni perché lì cenano al massimo entro le 20,00 e le cucine ad una certa ora chiudono. :undecided: :huh: Questa del rischiare di saltare la cena, a causa degli orari, sarà una “costante” di tutto il viaggio.
Alla fine riusciamo a cenare, ed anche molto bene, in un ristorantino che vi consiglio se siete da quelle parti. Si chiama “Cronache del Mare”.
Il giorno dopo ripartiamo alla volta del confine.



Giunti a Nizza lasciamo l’autostrada per dirigerci su strade statali verso lo splendido canion del Verdon.





Le statali francesi sono assolutamente stupende, il fondo è quasi sempre perfetto; tutti rispettano i limiti di velocità, anche perché sono molto più “adeguati” dei nostri. Mi spiego: il limite è sempre 90 km/h. ma quelle strade, rispetto alle nostre, hanno carreggiate e corsie più strette (un camion pur stando strettamente a destra, ha le ruote di sinistra quasi sulla mezzeria). Quindi anche se non ci fosse alcun limite, non si andrebbe comunque più forte. Costeggiando il fiume e lo splendido fondovalle arriviamo ad Entrevoux, un paesino fortificato assolutamente meraviglioso. Non avevamo previsto alcuna sosta, ma lo splendore di quel paesino ci rapisce e decidiamo di fermarci lì a pranzo.













Assaggiamo la “secca”, un particolare salume locale dal sapore molto simile alla bresaola, davvero molto buono. Cominciamo anche a capire che i costi dei pasti in Francia sono piuttosto alti (basta sedersi anche ad un’osteria, e difficilmente, se predi una sola pietanza ed anche un po’ di vino, riesci a spendere meno di 20/25 €. a testa). Il prezzo assurdo è quello dell’acqua minerale!! Davvero da ladri! :wallbash:
Forse è per questo che decidiamo di evitarla .....






Ad Entrevoux troviamo anche il museo della motocicletta, messo su da un italiano trasferitosi in Francia. Vi sono custodite 40 moto, tutte funzionanti, tra cui pezzi davvero rari quali una Harley del 1911 con faro ad acetilene, una moto con motore 4 cil. in linea longitudinale (una specie del vecchio K ma col motore verticale), un prototipo con due motori, un tandem a motore, il miticissimo Velosolex e …. un Benelli Minibike che è stato uno dei miei primi motorini (e questo la dice lunga sulla mia vecchiaia!!). ld:
Putroppo, preso com'ero a guardarmi tutte le moto nei particolari, mi sono letteralmente dimenticato di scattare qualche foto!!
Lasciamo il paesino e ci dirigiamo verso le Alpi Provenzali.
Il richio concreto di "incontri ravvicinati" con animali (prima un falco mi passa a meno di un metro dal casco, poi ben 3 cerbiatti attraversano in rapida successione la strada) mi induce ad un'andatura bradipa; ci arrampichiamo fino al passo di Colle D’Allos a 2250 m. s.l.m.
















Assolutamente meravigliosa la strada che, come “larghezza” e “strapiombi”, ricordava molto quella del passo Gavia! Scendiamo dal passo e arriviamo a Barcellonette, simpatico paesino che anni fa era stato abbandonato da tutti i suoi abitanti, trasferitisi in massa in Messico, e poi ritornati.




Lì scopriamo verso le 18,00 che la nostra meta finale della giornata, che pensavamo essere distante non più di 100/120 km., in realtà è a 238 km, tutti di strada statale che attraversa decine di paeselli!! E nei paesi il limite di 50 km/h (ma anche 30 km/h se si passa in posti con alta densità di traffico pedonale) è tassativamente rispettato e da rispettare. :embarrassed2:
I panorami però continuano ad essere mozzafiato!!





Armati di santa pazienza ce li facciamo tutti, passando per Gap, e beccando, a circa 70 km. dall’arrivo, anche un temporale che ci costringe a fermarci ed indossare gli antiacqua.
Riusciamo ad arrivare a Valence solo alle 22,00, e rischiamo di rimanere digiuni.
Alla fine però troviamo un pub dove ceniamo egregiamente. Il mattino dopo dedichiamo un po’ di tempo alla visita di Valence e poi partiamo per la vicina Lione.
Che dire?...... Una città assolutamente spettacolare!! B) :hurra:





Adagiata tra il Rodano e la Saonna, con una collinetta che la sovrasta, e un centro storico stupendo, Lione è stata dichiarata giustamente patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Grazie ai consigli della guida Routard, andiamo all’Ufficio del Turismo, e riusciamo a vederla a piedi sfruttando una mezza mattinata e l’intero pomeriggio grazie all’audioguida in italiano che ci accompagna in giro per il centro storico.





Qui il "ladrocinio" per l'acqua giunge all'apice, perché a pranzo sono stati capaci di chiederci la bellezza di 5 €. per una bottiglia di Evian naturale da 66 cl. :shit:
La sera, grazie alla Routard, assaggiamo le squisite specialità del luogo in uno splendido ristorantino del centro storico.
Il mattino seguente visitiamo la collina ....





....da cui si vede tutta la città .....





.... salutiamo l'Angelo di Lione, ricordato in un recente brano da De Gragori ...




.... e poi ripartiamo. Ci attendono 550 km. per raggiungere Bordeaux. L’autostrada non è affatto noiosa perché il panorama è meraviglioso, assai variegato, e si sale (fin oltre i 1000 m.) e scende spesso di quota. Ho notato inoltre che le campagne francesi sono davvero molto curate.
Giungiamo a Bordeaux nel pomeriggio e comiciamo a visitarla un po’. Al primo impatto è meno attraente di Lione, ma poi si rivelerà molto bella anche lei.
La sera poi decidiamo di seguire ancora la Routard e andare a cena in un ristorante molto particolare che utilizza come ingrediente di ogni piatto …. il formaggio! Ne usano 200 varietà diverse!! Ci siamo leccati i baffi anche grazie ad una bottiglia di vino davvero spettacolare. Il prezzo era commisurato all’esclusività del luogo ma ci tornerei anche domani.
Particolare assolutamente notevole era la cameriera mulatta che serviva ai tavoli ....
Degna di partecipare a miss universo!!
Il mattino dopo piove, :undecided: e con gli antiacqua scendiamo a visitare la città.





Come sempre il nostro “vangelo” (la solita Routard) ci conduce all’ufficio del turismo, dove riusciamo a salire su un pullman scoperto che ci porta a vedere le bellezze di maggior rilievo, con relativa spiegazione audio in italiano, della città. Per fortuna ha smesso di piovere e riusciamo a goderci la passeggiata.
Di particolare rilevo a Bordeaux c’è la piazza più estesa d’Europa … davvero ci si perde!
Nella foto riuscite a vederne solo una piccola parte!






Nel pomeriggio andiamo anche a visitare il museo del vino dove facciamo acquisti.





Poi visitiamo la cattedrale, una passeggiata nella via S. Caterina, la strada centrale dello shopping ...





.... e quindi in albergo per consultare la Routard per la cena.
Finiamo la serata su un bellissimo locale non turistico sul fiume, dove mangiamo divinamente delle ostriche meravigliose, altri piatti locali a base di pesce, e beviamo un vino bianco dal profumo e bouquet ineguagliabili!! :cincin:
Il mattino seguente lasciamo Bordeaux alla volta dell’Oceano. Passiamo per Arcachon, meravigliosa località di villeggiatura che somiglia in modo impressionante alle località di villeggiatura dei film americani. Nella zona c’è anche Cap Ferrat, luogo di villeggiatura “ultra-vip” per i francesi. Andiamo anche a vedere la Dune de Pilat, una duna di sabbia formatesi pare in 8.000 anni, dall’accumulo di sabbia portata dall’oceano e dal vento, dell’altezza di qualche centinaio di metri; per salire sulla duna si usa una scalinata di 185 scalini.





Io l’ho fatta con addosso l’attrezzatura tecnica, il casco, e la borsa da serbatoio a tracolla.
Sembravo un cammello con la gobba!





In compenso lo spettacolo che si gode da lassù è incomparabile.
Da un lato l’oceano e tutta la baia a portata di mano ....






.... dall’altro una foresta infinita; è un parco naturale che costeggia l’Oceano per circa 300 km.



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Ripartiamo costeggiando l’Oceano, attraversando una parte del parco, e scendiamo verso i Paesi Baschi francesi. Passiamo per Dax, Pau ed arriviamo finalmente a Lourdes. La sera nello spiazzo antistante la Basilica, partecipo al flambeau, la recita del rosario accompagnata da canti e da una fiaccolata di migliaia di persone, e ho la fortuna di poter partecipare, nella grotta, anche alla messa in Italiano. Davvero un’emozione grande!





Purtroppo a Lourdes non avviene alcun “miracolo” (nel senso che resto la capa di c@zzo :crazy: che ero!)
E così il giorno dopo riprendiamo “l’autostrada dei due mari” (detta così perché congiunge l’Oceano ed il Mediterraneo), per “chiudere il giro”, non senza aver programmato una sosta nella Camargue.
E’ una riserva naturale davvero meravigliosa!!





Una zona parzialmente paludosa dove vivono e scorazzano animali allo stato semi-brado. E’ famosissima per gli allevamenti di cavalli ....






.... ed è il caso di stare particolarmente attenti nella guida poiché puoi trovarti avanti all’improvviso cavalli, ma anche tori, e quant’altro. La zona è anche famosa per i magnifici fenicotteri rosa.









Ci fermiamo in un paesino bellissimo dal nome Acque Morte, una fortificazione medievale ....





.... all’interno della quale si stava svolgendo una festa in costumi medioevali, con tanto di saltimbanchi, giocolieri, sbandieratori e quant’altro.





Ci siamo sentiti come Troisi e Benigni nel film “Non ci resta che piangere”. :huh:
Purtroppo il tempo stringe e si prosegue. C’è ancora da vedere S. Marie la Mer, il luogo di villeggiatura più famoso da queste parti, e poi raggiungere Aix en Provance cosa che facciamo in serata.
Come sempre rischiamo di digiunare, :undecided: ma grazie a S. Routard ci infiliamo nelle bellissime viuzze del centro di Aix e raggiungiamo un ristorantino con giardinetto davvero niente male … e naturalmente mangiamo benissimo!!
L’hotel Cezanne dove alloggiamo è davvero splendido!! L’unica cosa preoccupante è la “particolare predilezione” nei miei riguardi del personale ….
.... maschile dell’albergo!! :azn:
I giorno dopo affrontiamo il cuore della Provenza. Da Aix raggiungiamo Salon de Provance, il paese di Nostradamus, per una rapida visita e poi Avignone, la città dei papi. Anche questa è una città stupenda, fortificata, con palazzi davvero notevoli. Ed anche qui riusciamo a vedere tutto in un tempo abbastanza ristretto grazie ad un trenino con audioguida che ci rende edotti su tutto il centro storico della città.
Sulla piazza innanzi al palazzo dei papi assaggio un buonissimo (e carissimo) :shocked: :shocked: sandwich al patè de foi gras, la specialità locale. Il palazzo dei papi merita una visita approfondita che facciamo seguendo l’immancabile audioguida.





Ed ovviamente non possiamo perderci il famosissimo ponte di Avignone anche quello carico di storia e leggenda.





Lasciata Avignone passiamo per Tarascon, con lo splendido castello, e poi raggiungiamo Arles.
E’ una splendida cittadina, fondata dai romani, la cui arena ricorda molto da vicino il nostro Colosseo, ma è molto meglio conservata.






A questo punto mi pare d’obbligo un accenno alla particolare luce che avvolge tutta la Provenza. E’ davvero diffide descrivere la luminosità ed il fascino di questo luoghi che hanno ispirato pittori celeberrimi da Cezanne a Van Gogh ecc. Spero che possiate comprendere meglio quel che voglio dire guardando questa foto





I tramonti, come vedete, sono davvero spettacolari e, d’estate, c’è luce fino a tardi. Infatti ad Arles solo guardando l’orologio ci accorgiamo che sono già le 20,30, e per non rischiare di restare digiuni (Aix è a più di 70km!) decidiamo di rimanere a cena lì, sempre guidati da S. Routard che, come il mitico Nembo Kid, non sbaglia un colpo! Ci servono ancora oca, la specialità locale, cucinata un po’ in tutte le salse. Davvero sublime! Sazi e soddisfatti rientriamo ad Aix e andiamo a nanna! -_- -_-
La mattinata successiva la dedichiamo alla visita di Aix, cittadina vivissima, famosa soprattutto per aver dato i natali a Cezanne. Ed infatti visitiamo la casa e lo studio





del famoso pittore ripercorrendone anche gli itinerari cittadini abituali (la fontana dove incontrava gli amici, il suo bar preferito ecc.). Ci imbattiamo anche nei famosi mercati di Aix, pieni di profumi, vi ricordo che la Provenza è famosa nel mondo per la produzione della lavanda ....





.... è un autentico turbinio di colori e sapori.





E’ imperdibile una sosta nella fabbrica dei Calisson, dolcetti tipici di pasta di mandorle dalla forma molto simile ai nostri Saporelli, ed alla fabbrica di cioccolato.





Naturalmente facciamo un po’ di scorta di entrambi.
A malincuore lasciamo Aix per dirigerci verso le Alpi provenzali e la zona del Vaucluse. Passiamo per Orange, per Carpentras, per Fontane de Vaucluse, borgo bellissimo attraversato da un torrentello.









Qui soggiornò il Petrarca, e la leggenda (ma è storia vera!) narra che le “chiare fresche e dolci acque ove le membra pose colei che solo a me par donna …. “ fossero proprio quelle di questo torrente. Proseguiamo su strade stupende, passando per immense distese di lavanda, verso Apt, poi Manosque, e in tarda serata, in netto ritardo complice le indicazioni sbagliate sulla brochure circa l’indirizzo, :down: riusciamo a raggiungere, ad, Aups il relais che ci avrebbe ospitato per la nostra ultima tappa in Francia. Questa volta siamo certi di restare digiuni perché naturalmente la cucina è chiusa; invece riusciamo a rimediare una cena fredda servita in camera, a base di salumi e formaggi spettacolosi, che però ci costeranno una nottataccia a causa della sete.
Siamo nel cuore della Alpi provenzali.
La mia compagna di viaggio, per l’ultima tappa ha pensato bene, visti i ritmi sostenutissimi tenuti fin’ora, di prevedere una giornata di tutto relax con “solo” circa 300 km. di strade di montagna, ma assolutamente mozzafiato! Così, da Aups raggiungiamo il lago di S. Croix.










Attraverso la D 71 ci inerpichiamo sull’altro lato del canion del Verdon …. e anche qui …. vedere per credere!!









Raggiungiamo Castellane e poi Digne le Bains dove avremmo dovuto visitare la fiera della lavanda, che però, rispetto alle indicazioni che avevamo, era finita il giorno precedente!! :sad2:
Attraversando sempre strade meravigliose ritorniamo nel pomeriggio ad Aups, e qui decido di rilassarmi nella splendida piscina del relais. Decidiamo anche di cenare “in loco” e, pur “tradendo” per una volta S. Routard, gustiamo una cena da “alta cucina” francese degna di un re!
Anche qui c'è un cameriere degno di nota.....
.... Il mètre era una checca fracidissima e assolutamente isterica!!
Il mattino seguente cominciamo i preparativi dei bagagli col morale sotto i tacchi; ma ci rimette di buon umore un episodio. Nel caricare la moto noto un bellissimo bimbo biondo di 5/6 anni che guarda Paperina con molto interesse, :azn: ed il padre lo asseconda. Capisco che sono inglesi e, con il mio famoso ) “inglese di forcella”, cerco di dialogare un po’. Il bimbo si ritrae , un po’ per timidezza, e un po’ perché intimorito dalla mole della moto, ma è comunque attratto dal colore giallo e dagli adesivi. Con un lampo di genio riesco a dirgli “…. she’s name is Daisy Duck!” Letteralmente si illumina :idea: in un sorrisone ) a 64 denti, “fa amicizia” con la moto e mi è poi facile convincerlo a salire su affinché il padre possa scattargli una foto.
Dopo questo “lampo” di buonumore riprendiamo un po’ mesti la via del ritorno. Ci dirigiamo nuovamente al lago di S. Croix, attraverso un’altra strada ripercorriamo il canion del Verdon, poi ripassiamo per Castellane e, attraverso una parte della famosissima rue Napoleon, scendiamo a Grasse, raggiungiamo Cannes, e, anziché prendere l’autostrada, decidiamo di arrivare a Nizza percorrendo la Croisette ...








... e un po’ di Costa Azzurra. Non vi dico il traffico. :wallbash:
Benché ordinato era una cosa assurda!!
A Nizza abbiamo praticamente “chiuso il giro”!!
Salutiamo la Francia e riprendiamo l’autostrada per l’Italia. In un primo tempo eravamo decisi ad arrivare almeno al confine con la Toscana, ma il tempo perso a causa del traffico sulla Costa, ci obbliga a “ripiegare” (si fa per dire!!) di nuovo sullo splendido Hotel di S. Stefano a Mare, e, in ossequio al vecchio detto “chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova”, a tornare a cena al “Cronache del Mare”.
L’ultima tappa da S. Stefano a Napoli non è degna di nota se non per segnalare il magone crescente all’avvicinarsi della fine del viaggio.

Alcune considerazioni finali.

I francesi: mi hanno favorevolmente impressionato nel senso che li ricordavo un po’ spocchiosi, un po’ snob, molto nazionalisti e certamente non “inclini” a venire incontro allo “straniero” in “difficoltà”. Ebbene mi sono ricreduto! Ho trovato sempre persone affabili e gentilissime, che si sforzavano di capire sia quel che cercavo di “comunicare” (… a gesti perché di francese non so una parola!!), sia quando parlava la mia compagna, che il francese lo parla e capisce abbastanza bene, ma inevitabilmente incorreva in qualche errore. In più di un’occasione siamo stati aiutati, addirittura accompagnati sui luoghi che volevamo visitare, il tutto con assoluta gentilezza ed affabilità, esattamente come avremmo fatto noi in Italia con uno straniero.

Il traffico: sono rimasto poi assolutamente stupito dall’ordine assoluto del traffico!! Ho percorso in Francia oltre 3.000 km. su tutti i tipi di strada, non mi sono mai sentito minimamente in pericolo e non ho mai visto nessuno che facesse manovre azzardate, che “bucasse” uno Stop o un semaforo che nelle città sono una vera disperazione. Sono centinaia, e l’attraversamento di un piccolo centro urbano può costarti anche oltre un’ora! In autostrada poi si marcia tutti sulla destra, si mette sempre la freccia sia per spostarsi a sinistra che per poi ritornare a destra. Nessuno in corsia di sorpasso “sfanala” alla disperata, e tutti attendono che tu abbia finito di sorpassare. Nessuno suona mai!! Nessuno str@nzo tallonatore ti si attacca a 1 m. dal sedere. TUTTI rispettano i limiti di velocità, e ti segnalano l’esistenza di un limite più basso frenando leggermente. I limiti però sono decisamente più “seri” di quelli italiani!! Innanzitutto sono tutti e solo “dispari”: 30,50,70,90,110,130 Km /h e poi sono SEMPRE distribuiti con intelligenza, gradualità (se sei a 130 in autostrada e vi è necessità che si rallenti, trovi prima il 110 poi, dopo almeno 300 m. il 90 ecc) e laddove effettivamente servono. Ad esempio sulla maggior parte delle corsie di accelerazione/decelerazione il limite è 70 (e non il ridicolo 40 che c’è da noi!!), ed è preceduto dal 90. Quando però c’è effettivamente necessità per la morfologia della corsia, trovi anche il limite di 50.
Il 50 km/h lo si trova solo nei “veri” centri abitati, mentre laddove le statali attraversano le classiche 4 casupole sparse, il limite scende da 90 a 70 km/h. Il 30 km/h lo trovi solo nei centri abitati, passando su strade dove la densità di traffico pedonale è molto elevata.
Il rispetto dei limiti è dovuto imho soprattutto alla “congruità” degli stessi, perché i controlli sono quasi inesistenti. Infatti, tra statali, autostrade, città ecc. avrò incontrato si e no una quindicina di postazioni velox fisse, sempre ampiamente e ben segnalate, nessun velox mobile, e, pur in periodo di traffico elevato (anche lì c’era il rientro dalle ferie) solo due pattuglie di Gendarmerie.
Ho trovato un unico dato negativo; il limite è rispettato da tutti allo stesso modo per cui, se sull’autostrada puoi andare a 130, andrà a 130 anche quello col camper, con la roulotte e addirittura i tir (che pure credo debbano avere un limite “differenziato). E i tir, sulle statali, che come ho detto hanno una carreggiata più stretta della nostra, a trovarli di faccia all’uscita delle curve a 90 km/h, fanno davvero paura !
Naturalmente mi sono adeguato volentieri a queste civilissime modalità di guida anche se, devo confessare, qualche volta nei tratti autostradali più lunghi (da Lione a Bordeaux sono 550 km.) e laddove le condizioni di scarsissimo traffico lo permettevano, ho superato sia pur di poco il limite dei 130.

I distributori di benzina: credo di aver capito a cosa serve il serbatoio di 33 l. dell’ADV!! In Francia sulle statali NON ESISTONO distributori!! E’ davvero una cosa assurda percorrere centinaia di Km senza incontrarne uno e poter fare rifornimento; in un paio di casi mi sono trovato in seria difficoltà. I distributori li trovi solo nei centri abitati, (non in tutti) e con orari stranissimi (la mattina sono spesso chiusi ed aprono alle 14,00!!). Anche sull’autostrada ne trovi in media uno ogni 70/80 km, e non sono frequenti come da noi.

I prezzi: sono in assoluto più elevati che in Italia. La benza difficilmente si trova sotto 1,50 €. con punte di 1,60 per la 98 ottani!! Anche gli alberghi sono costosi, e la qualità alberghiera, a parità di numero di “stelle” è leggermente inferiore. Inoltre la prima colazione non è mai compresa nel prezzo della stanza e costa una follia dai 12 a 20 €.!! Diciamo che in genere il vero ladrocinio lo si subisce per mangiare. Quando ti siedi in un locale, anche una semplice bettola, per una sola pietanza non te la cavi con meno di 20/25 €. laddove qui in Italia conosco posti in località turistiche che, con la stessa somma, ti servono un menù turistico, dal primo alla frutta/dolce, compreso il quartino di vino. E qui veniamo ad un’altra nota dolentissima!! Il vino, ed in genere gli alcolici, se acquistati nei locali pubblici, costano in modo spropositato! Esistono addirittura bottigliette da 3,75 cl. che però arrivano a costare anche 15 €.!!! Ho poi scoperto che il motivo è che tali prodotti sono gravati da una particolare (ed esosa) imposta che serve proprio a limitarne il consumo, ed anche la licenza per vendere alcolici è molto costosa. Altro autentico furto è il prezzo dell’acqua. Anche nelle boulangerie la bottiglietta da ½ litro non la si trova a meno di €.1,50, ma il prezzo medio è 2,00/2,50; praticamente quanto una normale bibita! E in un “bouchon” (lèggasi bettola) di Lione, al tavolo, come ho detto, ci hanno chiesto addirittura 5 €. per la bottiglia da 66 cl!!
Alla fine, visto che comunque prendevamo la minerale naturale, abbiamo imparato a chiedere l’acqua del rubinetto.
Le boulangerie, che sono una specie di misto tra una rosticceria e un panificio, per limitare i danni economici, oltre che per abbreviare i tempi di sosta e favorire le visite delle città, sono un toccasana. Con 12/15 €. pranzavamo in due a base di torte rustiche meravigliose e panini semplicemente eccezionali, e spesso ci usciva anche il dolcetto. L’unico problema era che non sono autorizzate a vendere alcolici, quindi nemmeno la birra, ed eravamo costretti a ripiegare su altre bevande. Poi però, alla sera, la cenetta nel localino consigliato dalla Routard non ce la toglieva nessuno!
Non ci siamo fatti mancare nulla e questo, come ho detto, ha inciso abbastanza sul costo finale del viaggio, ma va benissimo così!

La guida Routard: assolutamente IMMENSA!! L’ho usata anche altre volte e vi garantisco che è quanto di meglio ci possa essere. Di ogni posto vi narra un po’ di storia, vi indica che cosa è il caso di vedere, le curiosità e feste del luogo, spiega “in pillole” la storia dei monumenti in modo più che sufficiente se non siete particolarmente appassionati d’arte; vi “guida” letteralmente grazie alla mappa della città e vi spiega come arrivare nei luoghi da visitare. E’ una guida anche al divertimento! Spiega dove andare a bere qualcosa, a fare quattro salti, a mangiare. Inoltre differenzia i luoghi in funzione di quel che si vuole spendere. Vi garantisco che i posti consigliati sono stati SEMPRE ASSOLUTAMENTE all’altezza di quanto indicato nella guida.
Non ha sbagliato un colpo!!

A questo punto non mi restano che i ringraziamenti:

Avevo già viaggiato in moto con lei e quindi ne conoscevo le doti “viaggiatorie” …..
ma devo comunque un GRAZIE GIGANTESCO alla mia AMICA che ha organizzato il tutto!!
Infatti, a cavallo di Ferragisto:
- Ha studiato sulla cartina e creato il giro progettando un itinerario assolutamente “motociclistico”;
- Si è occupata di prenotare gli alberghi, adeguandoli all’itinerario;
- Si è procurata le due guide Routard, una specifica per la Provenza ed una per il Sud della Francia.
- Ha studiato sulle Routard prima di mettere a punto il giro;
- Una volta in Francia mi ha fatto da interprete spiegandomi un sacco di cose;
- Ha sopportato senza mai lamentarsi la fatica, il carico/scarico della moto, i trasferimenti anche se molto lunghi, e tutto quanto consegue ad un lungo viaggio in moto.
- E’ stata una compagna affabile, simpaticissima e divertentissima!

Devo altresì un GRAZIE GIGANTESCO alla mia MITICA PAPERINA!!





Infatti:
- Sono tornato a Napoli sabato 16 agosto e nonostante fosse ferma da oltre 20 gg. è partita immediatamente!! Se non fosse partita non so come avrei potuto fare.
- E’ partita con 94.500 Km ed al ritorno ne aveva 99.380 !!
- Ha viaggiato carica come un mulo ed anche di più!
- Non è MAI scesa nel consumo sotto i 17 km/l. con punte di oltre 20!
- Non ha MAI avuto un tentennamento!
- Non mi ha dato MAI nessunissimo problema anche minimo!
- Non ho MAI aggiunto una sola goccia d’olio (che alla partenza comunque non era proprio freschissimo!) ed ancora ora, con oltre 100.000 Km, il livello è nella norma!

E questo è tutto!
__________________
V Strom 650 ..... KALIMERA! .... la "pulcina" grigio/nera!
 

Tag
del, francia, moto, pisolo, provenza, route napoleon, sud, tonigno

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