Durante i giorni dell’EICMA vi abbiamo introdotto la nuova Versys 1000, traendo spunto da una interessante chiacchierata con Cerizza di Kawasaki Italia che ci ha ben spiegato la Mission di questo nuovo modello.
Ad affiancare la versione Standard, arriva ora anche una special edition, equipaggiata da pereftta mangiachilometri, denominata Grand Tourer.
La Grand Tourer, che sarà in listino con la Versys 1000 standard a partire dal 2012, è equipaggiata con il kit composto dalle borse laterali 35 litri e dal bauletto 37 litri abbinate al colore della moto, dai resistenti Paramani e dalle Protezioni in gel del serbatoio… tutti accessori originali Kawasaki.
La nuova proposta di Akashi si presenta come un mezzo polivalente ed eclettico, doti che hanno da tempo decretato il successo della “piccola” sorella da 650 , dalla quale il nuovo progetto trae ispirazione.
Per questo nuovo modello, Kawasaki enfatizza il concetto di moto “all-around“, moto adatte a tutto, ad ogni condizione di utilizzo, sia che si decida di farne un uso disimpegnato nella guida di tutti i giorni, sia che si voglia approfittare di qualche bel week-end di sole per macinare chilometri (comodamente anche in autostrada), sia che si decida di partire per un lungo viaggio.
Estetica
L’impronta che i designer giapponesi hanno dato alla nuova 1000, non si discosta dai canoni estetici introdotti con la 650. Le linee sono eleganti ma dal taglio deciso, abbinate a quel pizzico di aggressività che ci ricorda di essere al cospetto di vera “Kawa”, una moto nata sì per una guida comoda e tranquilla , ma che non disdegna qualche puntata su un bel misto di montagna.
La parte frontale della nuova Versys, che si proietta minacciosa in avanti fin quasi a voler superare la ruota anteriore, è dominata dal triplo faro sovrapposto da cui “partono” le linee taglienti e decise che avvolgono serbatoio e radiatore. Il plexiglass slanciato verso l’alto, regolabile, promette buona protezione dalle fastidiose turbolenze.
Al posteriore, a farla da padrone, è l’essenzialità . La vista è dominata dal telaietto reggisella scoperto, che supporta una sella ben sagomata ed ampia e comoda anche per il passeggero con a disposizione dei comodi maniglioni a cui aggrapparsi. Il tutto chiuso dallo stop a doppio gruppo di led, picevole a vedersi, ben inserito nell’insieme.
L’ampio manubrio è garanzia di facilità di controllo nelle manovre a bassa velocità. Abbinato ad un posizionamento basso ed avanzato delle pedane, promette una posizione di guida dal busto eretto tale da non provocare affaticamenti nelle lunghe percorrenze.
La strumentazione, dal design essenziale, ma completa, include un contagiri analogico e un LCD con tachimetro, indicatore del carburante, contachilometri totale, orologio, doppio contachilometri parziale, indicatore dei consumi istantaneo e medio, oltre a segnalare l’autonomia rimanente e la temperatura dell’aria.
Telaio e sospensioniIl doppio montante in alluminio, con longheroni che passano sopra il gruppo cilindri che troviamo in questa versione, è stato rivisto nelle rigidezze, dovendo sopportare la maggiore potenza del 4 cilindri in linea. E’ stato irrobustito nella zone del cannotto di sterzo, ed attacco del forcellone, oltre a delle costole che vanno a chiudere la struttura nella parte mediana, all’altezza dell’attacco con i cilindri.
Il comparto sospensioni si avvale di una forcella upside-down Kayaba da 43mm dalla lunga escursione, volta a favorire il confort di marcia ed una maggiore stabilità nelle varie situazioni di guida, con sistema BPF (Big Piston Fork) come sulle sportive di casa, provvista di regolazioni nel freno idraulico in estensione e precarico molla (quest’ultima solo sullo stelo destro). I 150 mm di escursione abbinati alle ruote da 17″, sono un ottimo alleato qualora ci si trovi in situazioni di asfalto sconnesso o strade poco asfaltate con la sicurezza di avere una moto solida e neutra di assetto anche quando si viaggia in coppia e con il carico delle valige.
Al posteriore lavora invece un mono posizionato orizzontalmente che garantisce anche in questo caso l”ampia escursione da 150 mm al pari della forcella. Dotato di diverso attacco rispetto al sistema Uni-Track di cui si avvale la Versys 650 con il cinematismo che si trova a a lavorare in posizione comunque favorevole, lasciando spazio sotto il forcellone, che viene così sfruttato per razionalizzare meglio la sistemazione del complesso di scarico con la voluminosa camera del catalizzatore.
La presenza di un registro remoto di precarico indica la possibilità di effettuare modifiche che soddisfino la guida con passeggero o bagagli in modo rapido.
Motore
Allo scopo di massimizzare il carattere “friendly” della Versys 1000, gli ingegneri Kawasaki hanno cercato di creare un motore dal carattere facile, ma ricco di spunto. Ecco perché si è optato per un “4 in linea” da 1043cc. Questo tipo di unità garantisce una buona regolarità di funzionamento, un’erogazione lineare, oltre ad una prontezza nelle risposte al comando del gas… insomma, la giusta “birra” che non guasta mai soprattutto quando ci si trova in fase di sorpasso.
Il motore è derivato dall’unità che equipaggia la Z1000, a cui, in nome della facilità di guida, è stato immolato qualche cavallo agli alti per una migliore risposta ai regimi medio-bassi. Per ottenere ciò, sono stati rivisti i condotti di aspirazione, ora più lunghi, e la fasatura delle valvole che hanno una minore alzata. Completa il quadro un nuovo gruppo “4 in 1″ dotato di cotalizzatore a 3 vie abbianto ad un singolo silenziatore che troneggia sul lato destro.
Elettronica di bordoLa Versys 1000 è equipaggiata con il sistema KTRC (lo stesso sistema di controllo della trazione presente sulla sportourer, Ninja ZX-14R 2012) che può essere regolato dal conducente in funzione delle condizioni di guida.
Il pilota può scegliere tra tre modalità. Le modalità 1 e 2 hanno come priorità la massima accelerazione in avanti (come nel sistema S KTRC della Ninja ZX-10R 2011). La modalità 3 è simile al sistema KTRC presente sulla 1400GTR ABS 2010, che garantisce la sicurezza del conducente facilitando una guida fluida su superfici scivolose. Il conducente può, se lo desidera, scegliere di disattivare il sistema.
Nelle modalità 1 e 2, la programmazione consente un certo grado di perdita di aderenza, necessario al fine di massimizzare l’accelerazione. Il sistema fa riferimento a numerosi parametri: vengono monitorati la velocità della ruota anteriore e posteriore (perdita di aderenza) e i vari parametri in entrata di motore, moto e conducente.
In modalità 3 il sistema diventa invece più invasivo annullando gli slittamenti della ruota posteriore, utlie opzione in casi di pioggia o asfalto viscido.
A deliziare ancore di più il conducente interviene un’altra possibilità. Poter scegliere tra 2 differenti modalità della mappa motore (1-2) da poter incrociare con il sistema KTRC
Freni
L’impianto frenanate si avvale di un doppio disco semiflottante a margherita da 300mm all’anteriore asservito da pinze a 4 pistoncini contrapposti, mentre al posteriore singola unità da 220 mm anche essa a margherita ma co pinza a singolo pistoncino, tutto ciò che serve per evitare spiacevoli “lunghi”. Il sistema è coadiuvato da una unità ABS Bosch di nuova generazione con dimensioni del gruppo attuatore ridotte del 50% rispetto alle precedenti unità.
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