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Motor box l'ha anche provata!
Ecco il resoconto COM’ È; Curioso segmento quello delle supermoto, fosse ancora vivo Darwin ne studierebbe attentamente le evoluzioni e le mutazioni genetiche che, da uno stesso principio ispiratore, fanno sì che nascano moto molto diverse tra loro. Nate come moto leggerissime, spartane ed essenziali, che rinunciano a qualsiasi cosa (e ne impongono anche al pilota) pur di essere le migliori sui percorsi zeppi di curve, si sono poi moltiplicate fino a dare vita a diversi segmenti. ![]() DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI: La ricetta, insomma è sempre quella: una impostazione di guida vagamente off-road, sospensioni più lunghe del normale, ruote da 17" e freni sportivi. Da qui però si è aperto un mondo. Prima sono arrivate le cosiddette motard "stradali" meno estreme, poi le bicilindriche e, infine, siccome all'uomo piace divertirsi ma anche stare comodo, sono arrivate le motard turistiche. Motard turistica? In effetti le due definizioni sembrano essere in antitesi. Perché parlando di una motard a tutto viene in mente tranne che al turismo. QUANTE SONO? Eppure, guardando i listini, queste moto non mancano. Se prendiamo in considerazione i tre punti chiaveruota da 17, manubrio alto e protezione aerodinamica, scopriamo modelli come Kawasaki Versys, Ducati Multistrada, Triumph Tiger 1050, e Benelli Tre K che corrispondono perfettamente alla definizione che abbiamo dato sopra. Sono turistiche sui generis, ovviamente, più adatte alla scorribanda da 2-3 giorni sui passi alpini dove ubriacarsi di curve con bagaglio minimo al seguito, che al viaggio intercontinentale (che tuttavia non è assolutamente precluso). FUNTOURING Però è un fatto che al lato fun, queste moto accoppino anche quello touring, perché possono montare delle borse (per tutte esistono attacchi dedicati) e offrono, chi più chi meno, una certa protezione aerodinamica. ![]() ANCHE IN ARANCIO Poteva mancare l'inventore delle supermoto da questo segmento? Certo che no, per questo KTM ha deciso quest'anno (anche seguendo le molte richieste arrivate dalla clientela) di realizzare la 990 SMT. Quella T dopo il nome (evidente iniziale di Touring) suona un po' strana visto che stiamo parlando di un marchio che delle moto estreme ha fatto la propria bandiera, ma offre alla Casa di Mattighofen la possibilità di aprire una porta in più a chi, magari appassionato di KTM, vorrebbe guidare una moto più polivalente rispetto alle indiavolate stradali arancioni. KTM INSIDE La SMT arriva proprio per questo, è sempre una KTM nell'animo, ha ancora l'indole della mangia curve, ma offre anche una posizione di guida più confortevole, una protezione aerodinamica più che dignitosa. MOTORE MOTARD Le novità introdotte dai tecnici per fare della maximotard di Mattighofen una sorta di globetrotter dal passo svelto sono tante e toccano molti componenti, tranne il motore. A Mattighofen non hanno ritenuto opportuno intervenire sull’unità che già spinge la burrascosa SM 990 (e questo già da solo spiega molte cose) così a muovere la SMT c'è lo stesso bicilindrico LC8 da 999 cc, 115 cv e 97 Nm di coppia che già conosciamo. ![]() CYRANO Quanto invece alle novità, la più evidente è chiaramente il cupolino dotato di parabrezza scuro, fissato direttamente al telaio e non alla forcella. Un innesto che cambia letteralmente faccia alla moto (Piace? Non piace? A voi la sentenza). Alle sue spalle, il ponte di comando si compone del classico cruscotto multifunzione (manca però l'indicatore del livello carburante che su una moto del genere non ci starebbe male) e di un manubrio a sezione variabile in alluminio. SELLA PER DUE Per il resto si notano subito l'inedita sella matrimoniale a due piani (rivista sia nella sagoma sia nell'imbottitura) alta 855 mm da terra e la coda rivista per isolare meglio il passeggero dal calore che arriva dagli scarichi, e per ospitare eventualmente le piccole borse laterali realizzate ad hoc per questa moto (si attaccano direttamente agli scarichi con attacchi specifici). Il SOLITO TRALICCIO ll telaio, come già detto, resta quello noto, un traliccio in tubi d'acciaio al cromo-molibdeno. Le sospensioni, entrambe completamente regolabili e firmate WP, sono invece riviste nella taratura per assecondare il comfort, e diminuiscono l'escursione di 20 mm (la forcella passa da 180 a 160 mm e il mono da 200 a 180) rispetto a quelle della SM. Peccato solo che, di contorno, non sia arrivata anche la regolazione remota del monoammortizzatore (come quella dell'Adventure, per intenderci) utile per regolare al volo l'assetto quando magari si carica il passeggero. E, aggiungo, perchè non farne anche una versione con ABS? ![]() SCARPE TEDESCHE, FRENI ITALIANI Le ruote sono in lega, calzano pneumatici Continental Sport Attack nelle misure 120/70-17 e 180/55-17. Quanto poi ai freni. , l'impianto è Brembo, con all'anteriore una coppia di dischi flottanti lavorati da pinze radiali a quattro pistoncini. Con l'arrivo del cupolino e degli altri accessori il peso sale di 5 kg rispetto alla SM, ma la SMT resta sempre una moto molto leggera fermando la bilancia prima dei 200 kg (196 esattamente) con tutti i liquidi tranne la benzina. SI FA PAGARE Insomma la dotazione è quella di alto livello che caratterizza sempre tutte le KTM, che per questo si fanno pagare. La SMT costa infatti 12.710 € franco concessionario, trovatemi però un'altra "turistica" con il medesimo equipaggiamento tecnico. ![]() COME VA Piccoli interventi, grandi cambiamenti, così ci hanno introdotto la SMT gli uomini KTM, e in effetti, soprattutto dopo aver guidato in contemporanea anche la SMR (ci cui parleremo nei prossimi giorni) è sorprendente notare come da una stessa base si possano ottenere moto così diverse. SEMPRE KTM Intendiamoci, non è che adesso la 990 austriaca sia diventata una noiosa moto da turismo, tutt’altro, la SMT è pur sempre una KTM, moto la cui anima tempestosa non può non emergere ad ogni apertura del gas. Però è anche vero che le modifiche fatte dai tecnici in arancio sono andate nella direzione giusta. In poche parole, la SMT è ancora emozionante come una supermoto, nulla toglie al divertimento e all’efficacia di guida, ma offre protezione e comfort tali da farla apprezzare sulle lunghe distanze. 240 KM NO STOP Il nostro test con un percorso di 240 km così pieno di curve da farci venire il mal di testa lo conferma: alla fine di una giornata di guida che definire intensa è dire poco, nessun indolenzimento, poca stanchezza. ![]() L'ALTERNATIVA Se si esclude la Adventure, nessuna altra KTM è accogliente come la SMT; in sella si sta bene, la nuova conformazione fa sì che si sia ben inseriti nella moto assumendo una postura corretta e di ottimo controllo. I piedi toccano bene terra e il piccolo "gradino" posteriore aiuta in accelerazione contenendo il pilota che alla fine si aggrappa poco al manubrio stancandosi anche meno. CONFIDENZA IMMEDIATA Alla SMT vien voglia subito di dare del tu, la confidenza è immediata, la padronanza del mezzo superba. Insomma dopo pochi metri ti senti la moto in mano e inizi a giocare. E qui emerge subito il lato "fun" della SMT. Il motore è il solito KTM: generoso a tutti i regimi sempre disponibile a sparar fuori chili di coppia e prontissimo a reagire alle sollecitazioni del gas. Fin troppo, forse, dato il tipo di moto magari sarebbe ancora più apprezzabile (soprattutto da chi vuole andare in giro ad una andatura rilassata) una mappatura che assicuri un apri chiudi più soft. ![]() FAME DI CURVE Come tutte le motard, anche la SMT è una moto che ha fame di curve, appena la strada inizia ad attorcigliarsi inizia anche il divertimento. La 990 austriaca danza tra i cambi di direzione con una agilità incredibile, le sospensioni più "corte" e quel paio di chili piazzati sull’avantreno non hanno tolto agilità alla moto, ma l’hanno resa più "rotonda" nel comportamento e, anzi, aiutano a caricare meglio l’anteriore e ad avere quel feeling con l'avantreno (soprattutto in velocità) che spesso sulle motard superleggere viene un po’ a mancare. PIU OMOGENEA Quel comportamento "spigoloso" tipico di tutte le motard (che vanno guidate in modo sincopato) è quasi assente e lascia spazio ad una moto più omogenea, con una discesa in piega più controllata, e una percorrenza di curva più fluida, anche se la velocità nel tuffarsi alla corda, tipica della ruota da 17, è rimasta. Mentre la guidavo sulle fantastiche curve delle strade portoghesi ad un certo punto ho pensato che con la ruota da 19 questa moto sarebbe stata assolutamente perfetta, ma parlando con i tecnici KTM sono venuto a sapere che è stata provata ma scartata perché l’appoggio e il feedback non sarebbero stati gli stessi. Se hanno deciso così, un motivo ci sarà. ![]() ASSETTO PERFETTO L’assetto studiato dagli uomini di Mattighofen va promosso a pieni voti. Per la prima volta, finalmente, ho trovato una KTM stradale senza il solito setting super rigido e i benefici di questa scelta sono evidenti da subito. La SMT mostra in questo caso il suo lato touring, perché ha sospensioni scorrevoli e capaci di digerire le asperità come il brodino della nonna, copiando qualsiasi cosa e dandoti sempre la piacevole sensazione che le ruote (tra l’altro i Continental Sport Attack vanno davvero alla grande) sono sempre ben attaccate all’asfalto. Il comfort quindi è di ottimo livello, però il bello (ed è qui che si nota la qualità di mono e forcella) è che anche forzando il ritmo il sostegno non viene mai meno, l’idraulica è sempre ben controllata. TI FAI PRENDERE Con una accoppiata motore/telaio così ben amalgamata ci vuol ben poco a farsi prendere la mano, così è quasi scontato che dopo pochi chilometri il ritmo che si tiene, di turistico abbia ben poco. Proprio questo è il "problema" della SMT e in generale di tutte le KTM, la cosa difficile è riuscire ad andare piano... Ma sulle curve tutte le motard sono così, ti istigano, ti invogliano ad aggredire le curve in un modo tale che non sei mai sazio. In questo la SMT è resta motard nell'anima. Poi, però, fa la differenza quando i percorsi si velocizzano. Dove con le motard normali devi tirare i remi in barca per non farti prendere a schiaffi dal vento, qui puoi insistere senza problemi perché il riparo aerodinamico ti dà una gran mano. AUTOSTRADA NO PROBLEM Un tratto autostradale ci ha consentito anche di verificare l’efficienza della protezione, che mi sento di promuovere. Cupolino e plexiglass non saranno proprio il massimo dell’estetica ma quanto a efficacia non c’è da lamentarsi, la protezione è valida fino ad almeno 170 orari indicati (dentro busto e spalle, fuori parte del casco) e per un pilota di altezza media (da 170 a 180 cm) non si avvertono turbolenze fastidiose. Potendo, una velocità di crociera di 160 all’ora indicati è praticamente mantenibile all’infinito. Un prodotto azzeccato, quindi, che mantiene ciò che promette: unire l’utile di una moto touring al dilettevole di una supermoto. Avete bisogno di qualcosa in più? Fonte: KTM 990 SMT | MotorBox | Moto | Viste&Provate
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R 1200 GS ex Paperina Beccogiallo ![]() ora Paperina Beccobianco ![]()
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Alla fine, sti motori KTM fanno un sacco di km senza proprio problemi.....
Sembra che siano moto affidabili!! Io un pensiero ce l' avevo fatto all' ADV KTM, ma il conce napoletano mi spense subito ogni ardore e velleità........ ![]() ![]()
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KTM 990 SMR - Iaia EX R1200GS - Delia EX MTS1000DS - Topona EX R1150R Rockster ed. 80 - Juliet Noooooooo.....il motorino nooooooooooooooooo....... |
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R1200 GS Adventure Vaccarella - Rafaniello Superstar Marathon Road - e-betella 400 rr This is my bike. There are many like, but this one is mine. My bike is my best friend. It is my life. I must master it as i must master my life.Without me, my bike is useless. Without my bike, I am useless. I must ride my bike true. I must be faster then my enemy who is trying to get me. I must roost him, before he gets me. I will. |
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Quote:
anche le ultime versioni del 950 e solo le prime versioni del 950 hanno dato problemi all'attuatore della frizione
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veramente bella
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![]() ![]() il mio viaggio in http://www.wlamoto.com/libia-2009-il...aggio-568.html il mio viaggio in http://www.wlamoto.com/tunisia-208.html |
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E nel frattempo, tanto per far crescere ancir di più l'orango,
![]() ![]() ![]() vi posto altre impressioni ...."Dottor Jekyll e Mr Hyde Ha un’anima da vera Supermotard e regala badilate di divertimento, ma è anche una fantastica compagna di viaggio Nasce una nuova specie KTM vanta una lunga tradizione con le moto da Supermotard. In principio erano mezzi spartani, spinti da rabbiosi motori monocilindrici di evidente estrazione fuoristradistica. Mezzi leggeri, reattivi, adrenalinici a mille. Ma scomodi e decisamente a mal partito sui percorsi veloci. Oltre i 100 orari la loro maneggevolezza diventa un’arma a doppio taglio, tanto per intenderci. L’azienda di Mattighofen ha estratto allora dal cilindro Supermoto dai modi più garbati; SM 690 e 990 non rinnegano il dna racing, ma hanno motori e ciclistiche in grado di digerire ogni tipo di percorso. Quello che ancora mancava nel panorama Supermoto era un modello adatto al turismo, ai lunghi viaggi in coppia con tanto di borse e di un riparo aerodinamico efficace. Supermoto e turismo: una contraddizione in termini? Dopo aver provato a lungo la nuova KTM 990 SM T possiamo dire che gli ingegneri austriaci sono riusciti a quadrare il cerchio. Sui percorsi più tortuosi la nuova KTM – come vedremo tra poco – inietta in vena dosi massicce di adrenalina. Nei lunghi trasferimenti il comfort di guida, pur non raggiungendo l’eccellenza di certe opulente touring, permette di passare diverse ore in sella senza lamentare alcun indolenzimento. ![]() Design aggressivo e nuova ergonomia Vediamo nel dettaglio cosa cambia rispetto a 990 SM, il modello da cui la nostra SM T trae diretta ispirazione. La versione da turismo mostra un frontale inedito, forte del nuovo cupolino con parabrezza integrato che si sviluppa verso il parafango basso ed è vincolato al telaio, lasciando così libero il manubrio dal peso del faro anteriore. Il classico vuoto che si crea tra la piccola ruota da 17” e il manubrio è riempito dai due convogliatori (a scelta arancioni o grigi) che, insieme all’unghia del fanale, regalano un volto grintoso alla moto. Il serbatoio è più capiente (19 litri di cui 3,7 di riserva), il suo sviluppo è tale da non intralciare i movimenti del pilota. A cambiare radicalmente è la sella, che ora si presenta su due livelli in modo da ospitare regalmente pilota e passeggero sulle lunghe distanze. A misura di passeggero L’altezza da terra del piano di seduta è ora di soli 855 mm, un ottimo valore raggiunto anche grazie all’abbassamento delle sospensioni di circa 20 mm (ora l’escursione è di 160/180 mm rispettivamente all’avantreno/retrotreno). I due silenziatori, dotati di catalizzatore, sono schermati da due protezioni dotate di serie degli attacchi per le pratiche borse da viaggio. Nelle giornate più calde il calore proveniente dagli scarichi è comunque elevato, ma le maniglie del passeggero sono a una distanza tale da proteggerlo dalle scottature, e inglobano un comodo portapacchi. Non mancano i pratici paramani, un accessorio irrinunciabile su una Supermoto che si rispetti, ma che si rivela prezioso anche nel turismo “fuori stagione”. Il design mostra nel complesso qualcosa di nuovo nel panorama delle moto pensate per viaggiare. KTM ha rinunciato a qualche taglio di troppo sul fronte stilistico, col risultato di creare una Supermoto aggressiva, adatta a un pubblico giovane che sogna di viaggiare – magari in dolce compagnia – senza rinunciare al massimo piacere di guida. ![]() Ossatura racing Bicilindrico a V stretta di 75° raffreddato a liquido di 999 cc e telaio a traliccio in acciaio ad alta resistenza. Non si può sbagliare, è questo il biglietto da visita di SM T, che la dice lunga sulle principali qualità dell’ultima nata in Austria. Il propulsore deriva, tale e quale, dal grintoso 990 che equipaggia la SM. Pesa solo 58 kg (record per la categoria) e sviluppa 115 cavalli a soli 9.000 giri/min. La coppia motrice non è da meno, e si attesta a 97 Nm a 7.000 giri/min. L’alimentazione è a iniezione elettronica Keihin con diffusori da 48 mm, mentre la lubrificazione è a carter secco per limitare al massimo lo sviluppo verticale del motore. Il cambio a 6 rapporti è servito dalla frizione multidisco in bagno d’olio, dotata di comando idraulico. Al telaio a traliccio si ancorano le sospensioni WP completamente regolabili. Di assoluto pregio sono anche i freni, forniti da Brembo (la coppia anteriore da 305 mm di diametro vede all’opera le potenti pinze a 4 pistoncini ad attacco radiale), e i cerchi Marchesini in alluminio a 5 razze. Al momento i tecnici austriaci non hanno previsto di equipaggiare SM T del sistema ABS, ritenuto oggi superfluo su un modello che si presenta, innanzitutto, come Supermotard. Gli pneumatici, come per ogni Supermoto che si rispetti, sono da 17” di diametro, e calzano pneumatici 120/70 davanti e 180/55 dietro. Il peso complessivo, senza carburante, è di soli 196 kg. La prova. Sotto il vestito, un fisico da atleta In sella troviamo una posizione di guida che regala un ottimo controllo della moto. I piedi toccano facilmente il terreno e il manubrio in alluminio, a sezione variabile, ha una piega sportiva che permette di caricare correttamente l’avantreno, lasciando il busto in posizione quasi eretta. Il piccolo parabrezza ripara dall’aria anche i piloti più alti fino ai 150 km/h indicati dalla strumentazione. Quest’ultima è di facile lettura e affianca al contagiri analogico il tachimetro digitale. È indicata la temperatura del liquido refrigerante, mentre è assente il livello del carburante (c’è solo la spia della riserva). Avviamo il motore e ritroviamo immediatamente il carattere unico e le pulsazioni vive del bicilindrico austriaco. Il twin non fa nulla per celare la sua anima sportiva e fino ai 2.500 giri/min mostra una progressione leggermente brusca, che invita a superare presto la soglia dei 3.000 giri. E qui inizia la musica per le orecchie del pilota. Fino ai 4.500 giri/min la crescita di cavalli e velocità è sostenuta e regolare. Oltre si scatena l’inferno. Basta portarsi a quota 5.000 giri/min e spalancare l’acceleratore per essere proiettati in avanti con una veemenza – e una trazione – capaci di conquistare anche il più smaliziato dei piloti. I giri, e la velocità, crescono con prepotenza; la lancetta del contagiri schizza oltre quota 9.500 giri, soglia di intervento del limitatore. Il cambio asseconda con precisione e rapidità la grinta del propulsore e, con l’ultimo rapporto inserito, porta a raggiungere punte velocistiche importanti. Anche ai 232 km/h indicati dallo strumento digitale il rigore direzionale è assoluto e la moto procede come su di un binario. Ma 990 SM T non è fatta per conquistare il pilota sui lunghi rettilinei, per quanto si comporti bene anche in questo frangente. ![]() Regina del misto Il suo terreno di caccia sono i percorsi misti, dove ben poche rivali possono impensierirla. 990 SM T non è una tourer vestita da Supermoto, la sua anima racing emerge in modo evidente sui percorsi ricchi di curve. Le sospensioni copiano perfettamente le asperità dell’asfalto e mostrano una buona scorrevolezza; le mani e il sedere del pilota hanno così la possibilità di sentire al millimetro l’aderenza degli pneumatici sull’asfalto. In ingresso di curva l’avantreno trasmette fedelmente il contatto gomma/terreno, mentre in uscita il polso destro gestisce senza filtri la trazione del grosso pneumatico da 180. Il largo manubrio e le quote ciclistiche azzeccate rendono immediati i cambi di direzione nei tratti lenti da seconda e da terza marcia. L’accelerazione in uscita di curva, grazie alla prontezza del motore, è immediata e non accenna a diminuire una volta inseriti i rapporti superiori. L’efficacia ciclistica non scema anche sui curvoni veloci, che fanno di KTM SM T un cliente molto scomodo anche per le moto sportive. L’impianto frenante Brembo, per potenza e modulabilità, costituisce la classica ciliegina di una torta che ci ha fatto leccare i baffi. Con il solo indice della mano destra è possibile ottenere decelerazioni potenti e graduali, che non fanno rimpiangere l’ABS (sistema che, per la versatilità della moto, gradiremmo comunque fosse tra gli optional). KTM SM T sarà disponibile al prezzo di 12.710 Euro franco concessionario in due colorazioni, il classico Orange e l’elegante Silver. La lista di accessori dedicati è lunga, e spazia dalle borse da viaggio sino agli scarichi racing forniti da Akrapovic. Pregi Guida efficace e appagante su ogni percorso – Motore esuberante – Frenata Difetti ABS non disponibile" Fonte: KTM 990 SM T - prova Moto.it
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Ultima modifica di tonigno : 03-03-2009 a 12: 40 |
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... e vi dico le mie impressioni.
Premetto che ci ho fatto un girello di una mezz'oretta o poco più, in città e dintorni per cui la mie sono giusto impressioni superficiali. Vi dico subito che come tourer lascia decisamente a desiderare!! ![]() ![]() Vi invito però a relativizzare questa mia affermazione perché io scendo dalla moto che è inconfutabilmente il massimo nel settore!! MOTORE: Miticissimooooo!! Tira da paura fin dai bassissimi regimi!! In un batter di ciglia ti ritrovi .... nell'iperuranio a velocità mooolto oltre il codice (sulla circonvallazione di Pozzuoli mi son ritrovato a 150 km/h ![]() ). Però non mi è per nulla piaciuto nell'allungo in 6^ marcia! ![]() ![]() In pratica arrivato intorno ai 140/150 km/h la moto praticamente "murava" come un GS 1150!! Per raggiungere i 170 dovevi faticare non poco! ![]() Non ho capito se ciò dipendesse dal fatto che la moto era nuova o dalla scarsa protezione aereodinamica. SOSPENSIONI: Assolutamente perfette!! Dure come devono essere per una moto così prestazionale. Peccato però che sul pavè ti scuotono la spina dorsale!! Inoltre trasmettono anche il più piccolo sassolino sotto le ruote!! Anche qui a volerla giudicare in chiave tourer ... non ci siamo! ![]() TELAIO: anche questo rigidissimo. Asseconda perfettamente l'indole da fun bike della moto! FRENI: tanto potenti da essere quasi pericolosi!! Con questa moto devi saper frenare!! POSIZIONE DI GUIDA: tutto sommato più comoda di quel che mi aspettassi, ma la sella anche in questo caso pare fatta .... "di parquet"! ![]() CAMBIO: preciso ma con una corsa della leva davvero troppo lunga!! ![]() SU STRADA: Il misto stretto è il suo regno, e vuole essere "strapazzata"!! Raccordare le curve non fa per lei! ![]() Se la butti giù di forza ottieni davvero il massimo!! ![]() ![]() Sui curvoni veloci invece l'avantreno non mi ha dato la stessa granitica sensazione di sicurezza!! ![]() ![]() Intendiamoci, non ho mai avuto la sensazione di perderlo, però per i miei gusti era un pò troppo "nervoso" soprattutto sui giunti dei viadotti che riuscivano a scomporre un pò l'assetto! Però potrebbe essere un problema di regolazione degli ammo. Su autostrada: Ho provato anche un tratto veloce e li sono emersi tutti i limiti di una moto fatta soprattutto per divertirsi e piegare! Altro che touring!! ![]() ![]() Il cupolino protegge giusto le .... p@lle!! ![]() ![]() Pensate che ho dovuto abbasare la mentoniera del modulare già da 60 km/h! ![]() ![]() Inoltre, come ho detto, per arrivare intorno ai 160/170 la moto stranamente ci mette una vita! ![]() Comunque anche a 130 km/h la spinta del vento e ben avvertibile e fastidiosa! ![]() Anche le vibrazioni oltre un certo regime si fanno sentire soprattutto sulle manopole e sono abbastanza fastidiose. In città: prontissima all'accelleratore se vuoi divertirti! Se vai piano non si può guidare! ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() L'effetto on/off dell'accelleratore è fastidiosissimoooo!! ![]() ![]() Davvero una tortura!! ![]() ![]() ![]() ![]() Inoltre la moto scalda davvero tantissimo e l'elettroventola è sempre in funzione! Riassumo: Mi è piaciuto: Motore (ma non l'allungo) Ammo Telaio Freni Non mi è piaciuto: corsa lunga del cambio protezione aereodinamica confort generale specchietti inutilizzabili effetto on/off vibrazioni sella dura In conclusione: premesso che con qualsiasi mezzo a due ruote ci puoi far turismo, non mi pare proprio che questa moto abbia una "vocazione" da tourer. E' e resta un fun bike con la quale si può eventualmente fare un girello di qualche Km. in più, e magari il fine settimana. Sarà che son ma io dopo la prova ero sì divertitissimo, ma anche piuttosto stanco!
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Ultima modifica di tonigno : 23-04-2009 a 20: 05 |
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Mah, insomma confermi le mie idee.
Il cupolino oltre ad essere antiestetico non serve a niente, la sella cmq è durissima e il motore come allungo non va. Quindi, se proprio "devi" meglio una 990 SM, o meglio ancora una 990 SM-R. Giusto?
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raga le ktm non sono nate per il turismo, malgrado gli austriaci ce la mettano tutta (riciclando in gran parte componentistica proveniente da un settore piu specialistico) al momento come giustamente dice tonigno non riescono a soddisfare le esigenze di chi cerca una moto per il turismo a lungo raggio on road.
a mio modesto parere, sarebbe piu logico associare ktm a piste e sterrati in genere dove regna alla grande....
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roberto f j r 1300 A |
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Giusto per approfondire un pò il discorso, al di là della comodità, della protezione aereodinamica ecc., il vero problema secondo me è fare una moto che non ti "costringa" a stare sempre a tirarla!!
Il vero difetto di questa KTM è questo!! Non puoi proprio andare al passo!! ![]() ![]() Non ti consente di "pelare" il gas ed ha un effetto on/off davvero assurdo!!!! ![]() ![]() Per capirci (e mi riferisco a Rox che l'ha tenuta) ha più o meno gli stessi "difetti" (vista sempre in chiave touring) che aveva la Multipla. Però il difetto della ruvidezza di erogazione sulla Multi, con il motore 1100, era abbastanza superato!! ![]() Inoltre il Multi era un pò più comodo, con meno potenza da gestire, ed appena più protettivo. Tutto sommato restringendo la scelta tra la KTM SMT ed il MULTISTRADA, per fare turismo sceglierei quest'ultima!
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R 1200 GS ex Paperina Beccogiallo ![]() ora Paperina Beccobianco ![]()
Ultima modifica di tonigno : 24-04-2009 a 10: 45 |