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Naked
Perchè "nudo è bello", come lo stile di queste moto spogliate di tutto, ma non del fascino di cui sono dotate

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Vecchio 20-08-2011, 10: 08
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'O Zumo 'e Furcèll'
 
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predefinito La prova della Brutale 920

In attesa del lancio della attesissima B3, la Brutalina a tre cilindri da 675cc, a Schiranna hanno pensato bene di offrire agli appassionati MV, una Brutale di nome e di fatto, ma con un prezzo di acquisto meno impegnativo rispetto ai 18.500 € di una esclusiva 1090R, ma soprattutto ai 15.500 € di una 990R. Il blasone rimane, la riconoscibilità pure, prestazioni e immagine sono sempre di altissimo livello, ma il prezzo cala a 11.990 € f.c., un migliaio in più rispetto alla media delle concorrenti giapponesi, ma allineata verso l'alto, ad una rivale diretta quale la Triumph Speed Triple, che costa 11.500 €.




Estetica
La dotazione tecnica sarà anche stata ridimensionata, ma la Brutale 920 fa ancora una gran bella scena. I volumi della carrozzeria non sono stati toccati, e quell'equilibrio tra aggressività ed eleganza, che di fatto le ha conferito lo scettro di più bella del reame tra le naked sin dalla sua prima apparizione, è senza ombra di dubbio ancora nelle sue mani. Sono sparite alcune delle “sciccherie” tecniche delle sorelle maggiori, ma il quadro prestazionale e l'estetica ne escono ridimensionati solo in piccola parte. A un occhio inesperto le differenze nei confronti delle sorelle 990R e 1090R potrebbero limitarsi a un solo particolare, la sella in un solo pezzo. Ma le differenze vere e proprie sono ben altre, a partire dalla ciclistica.

Ciclistica
L'acciaio sostituisce il pregiatissimo cromo Molibdeno per la costruzione della parte in traliccio di tubi, mentre le saldature dello stesso non sono più quelle raffinatissime al Tig, ma comunque sono eseguite in maniera inappuntabile. Niente più regolazioni delle pedane e delle leve freno posteriore e cambio, che rimangono in assoluto di pregevolissima fattura, e sparisce anche il cannotto di sterzo regolabile (vorrei proprio sapere quanti ci hanno mai messo mano) e relativo ammortizzatore di sterzo, mentre i cerchi sono ora in lega di alluminio (non forgiati), con il posteriore che monta un pneumatico da 180/55 al posto del 190/55 delle sorelle maggiori.

Sospensioni
Immancabile la forcella da 50 mm, Marzocchi USD ultraregolabile con escursione utile di 125 mm, e mono marchiato Sachs anch'esso totalmente regolabile.





Freni
Impianto frenante da 10, ma senza lode, quella se la tengono la coppia 990R/1090R, grazie alle pinze freno Brembo monoblocco, mentre la 920 monta le Brembo ad attacco radiale con pistoncini di diametro leggermente inferiori (-2mm) che lavorano su una coppia di dischi da 310 mm con pista frenante e flangia in acciaio. Dietro rimane il disco da 210 mm con pinza a 4 pistoncini.
Cambia anche l'illuminazione, via il particolare gruppo ottico con lampade allo xeno, dentro uno dal look esterno identico ma con lampada alogena, mentre gli indicatori di direzione non sono più a LED, con quelli anteriori che perdono la loro posizione originaria all'interno degli specchi retrovisori. Da segnalare che il nuovo faro ha perso la bellezza di 1.700 gr di peso (non tutti i “tagli” vengono per nuocere) in una posizione delicata, essendo lo stesso praticamente solidale al manubrio. Forse è anche per questo è sparito l'ammortizzatore di sterzo.

Motore
Il motore deriva direttamente dal 990 che attraverso una riduzione dell'alesaggio da 76 a 73 mm, ma mantenendo la corsa di 55 mm invariata, arriva agli attuali 920,787 cc. Il quattro cilindri mantiene la distribuzione bialbero e le quattro valvole per cilindro (camme, valvole e albero motore sono gli stessi della 990R), il raffreddamento, a liquido, è stato in parte rivisto, mentre l'alimentazione a iniezione elettronica, gestita da una centralina Marelli 5SM, ha i corpi farfallati Mikuni con diffusori da 46 mm. Controllo di trazione regolabile su 8 livelli, come per le sorellone, ma dice addio alla frizione antisaltellamento. Cavalleria e coppia abbondano, secondo quanto dichiarato dalla Casa, 129 CV (96 Kw) a 10.500 giri con una coppia sostanziosa, 9,5 Kgm (95 Nm) a 8.100 giri. C'è di che divertirsi.




La prova
Prima di salire sulla Brutale 920 è d'obbligo un esame visivo preventivo, che dimostra una cura e un'attenzione al particolare di altissimo livello, del resto stiamo parlando di una MV Agusta .
Il logo MV come da tradizione è stampigliato, fuso o impresso su una miriade di particolari della Brutale 920, (la prima 750 del 2003 ha fatto scuola per questo motivo) blocchetti elettrici, tappo serbatoio, pedane, strumentazione, terminali di scarico e chi più ne ha più ne metta!
La strumentazione é la stessa delle sorelle maggiori,con contagiri analogico e due schermi LCD in cui vengono visualizzati l'indicatore della marcia inserita, il livello carburante, la velocità, il il termometro dell'acqua, la funzione di cronometro con memorizzazione dei giri e relativi tempi, inoltre è presente anche il tasto hazard.

Finiture ok, assemblaggi ok, ma le prestazioni dinamiche saranno all'altezza?
A Schiranna mica si sono bevuti il cervello, e la conferma ci arriva sin dai primissimi chilometri in compagnia della 920. Rispetto alle sorelle maggiori la voce comfort e facilità di guida, sono state tenute in maggior considerazione, ma il caratterino e gli attributi sono quelli di famiglia.
Il motore in questa nuova cilindrata (ricordiamo che la Brutale dal suo esordio quasi dieci anni fa è passata dagli iniziali 750 cc agli attuali 1090 passando per 910 … 989 … 990 … 1078) si dimostra estremamente godibile ma al tempo stesso performante nell'uso stradale. Tiro ai medi ma soprattutto capacità di ripresa dai bassissimi regimi lo caratterizzano indiscutibilmente. Spalanchi il gas da regimi poco superiori a quelli del minimo e lui senza un ben che minimo tentennamento risponde e mentre l'ago del contagiri sale rapidamente, incrementano anche potenza e coppia che si inspessiscono in maniera evidente oltrepassati i 7.000 giri, e che esplodono letteralmente dai 9.000 agli 11.000 giri.
E le orecchie ringraziano per il sound da brividi che esce dagli scarichi. Più che buona l'accoglienza per il pilota, ma anche un eventuale passeggero/a è accolto in maniera accettabile (considerando la tipologia di moto), sia per la conformazione e l'imbottitura della sella, sia per l'ergonomia del posto guida. Manubrio – sella – pedane, hanno una triangolazione ottimale sia per i più alti che per i meno dotati di cm in altezza. Non particolarmente problematico poggiare i piedi a terra visti gli 825 mm di distanza tra il piano di seduta e il terreno, ma soprattutto grazie alla rastrematura della sella stessa.
Caso più unico che raro è lo spazio a disposizione nel vano sottosella, dove si può riporre un antifurto ed una tuta antipioggia. Visto l'andazzo si deve gridare al miracolo per un particolare del genere.
Sgattaiolare per le vie cittadine in sella alla Brutale 920 è davvero facile, le doti di ripresa del quattro cilindri e la maneggevolezza della ciclistica sono perfettamente a loro agio anche nel traffico più caotico, ma è nell'extraurbano che emergono le grandi doti di questa MV. Certo che ti può portare in ufficio lasciandoti stampato un bel sorriso (ma forse è anche meglio quando ti riporta a casa con il sorriso dopo una giornata di lavoro...) è poi perfetta per l'happy hour nel locale figo, ma è quando si guida davvero che la Brutale 920 tira fuori il meglio di se. Un bel misto guidato è quanto di meglio le si possa offrire.




Nel misto è rapida
Tanto è rapida e agile nello stretto, quanto è precisa ed efficace nei tratti veloci, davvero un mix di guida eccellente. Quei due chiletti scarsi in meno sul manubrio ed il 180/55 posteriore, sembrano conferire una maggiore reattività alla Brutale, che porta a spasso con disinvoltura i 195 chili di peso, peccato per i pneumatici di primo equipaggiamento, le pur valide (su altri generi di moto) Pirelli Angel, davvero poco in linea con le prestazioni dinamiche della Brutale 920. Grip ne hanno, difficilmente mollano, ma in piega sotto la spinta dei cavalli, il battistrada si muove (l'elevata scolpitura che ho apprezzato durante un paio di acquazzoni memorabili, sull'asciutto non può fare miracoli). Ripeto la Bruti non perde la linea, ma si sente che ondegia leggermente, e questo fenomeno non è sicuramente innescato dal telaio, tanto meno dalle validissime sospensioni. Queste ultime garantiscono, nel set up standard, inaspettate doti di comfort senza per questo inficiare le caratteristiche di guida sportiva, incassano bene senza risultare flaccide. Certo che i più esigenti e tecnici hanno solo l'imbarazzo della scelta per quanto riguarda la personalizzazione dell'assetto.
Gli spostamenti veloci, quelli autostradali tanto per intenderci, sono come logico aspettarsi limitati dalla totale mancanza di riparo aerodinamico, per cui ben venga uno “sparo” (velocità massima dichiarata ... oltre 260 km/h!), ma i chilometri si percorrono in tranquillità sul filo dei 135 km/h indicati. In compenso il contralbero antivibrazioni fa il suo dovere, mentre il serbatoio da 23 litri fa il resto.

Il cambio è perfetto
La trasmissione si è dimostrata praticamente perfetta, con il cambio che asseconda sia la guida tranquilla, che quella a vena chiusa. Preciso e rapido negli innesti si fa maltrattare senza lamentarsi, così come la frizione.
La mancanza dell'antisaltellamento nella guida su strada per la verità non si sente, mentre potrebbe sentirsi il bisogno in un eventuale puntatina in pista (ma per quella volta che ci si va... chiudiamo un occhio), mentre l'intervento del controllo di trazione è praticamente da cercare con il lanternino. Ma è pur sempre meglio averlo.
Non si può avere invece l'ABS, neanche accendendo qualche cero, ci si deve affidare alla propria esperienza, anche in caso di emergenza. L'impianto Brembo, orfano delle pinze monoblocco, in questo frangente ci mette del suo, meno aggressivo nell'attacco, consente anche a chi pecca in sensibilità di potersi trarre d'impaccio, supportati da una totale resitenza alla fatica.
Adesso sta voi... in bianco o total black la Brutale 920 vi aspetta dai concessionari, prezzo importante certamente, ma è anche certo che non ci si porta a casa una moto “qualsiasi”.

Pregi
Immagine | Guidabilità | Prestazioni

Difetti
Pneumatici di primo equipaggiamento poco adatti alle caratteristiche della moto | ABS... dove sei?


Fonte:moto.it
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V Strom 650 ..... KALIMERA! .... la "pulcina" grigio/nera!
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Tag
920, brutale, della, prova

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