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Tourer, Cruiser & Custom
Voglia di kilometri? Posizonatevi in sella, accendete lo stereo e via.... verso lontani orizzonti

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Vecchio 29-10-2012, 07: 56
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predefinito Moto Guzzi California 1400: arriva a metà novembre

La Casa di Mandello, diversamente da quanto fatto in altre occasioni (praticamente sempre), renderà disponibile subito la più importante novità 2013 presentata al Salone di Milano. Ne sono già pronte 200

Sono mesi che vi parliamo della nuova Moto Guzzi California 1400. La cruiserona di Mandello sarà una delle novità più attese di Eicma 2012, una moto che su Motociclismo.it vi abbiamo già descritto e mostrato più volte.

ARRIVA SUBITO DOPO EICMA
Ora ecco altre informazioni: la Moto Guzzi consegnerà i primi esemplari ai concessionari già a partire da appena dopo il Salone di Milano. Si inaugura quindi una nuova linea a Mandello: arriva una novità al salone e subito è disponibile per i test ride e l’acquisto. A dire la verità sappiamo che qualche concessionario più grande o storico riceverà la moto anche prima…

DI TUTTI I COLORI PURCHÉ NERA
Sono già pronti i primi 200 esemplari, compresi quelli per la presentazione stampa, che avverrà in USA, a far capire bene quale sia l’obbiettivo principale che la Guzzi vuole centrare con questa moto. La moto verrà prodotta in vari modelli e versioni (dalla basica alla cruiser più accessoriata) ma tutte sono accomunate dal colore nero. In rete circola però questa elaborazione grafica (magistralmente realizzata) con la California 1400 in rosso. Che ne dite, vi piace questo colore? E se questo “gioco” di un appassionato fosse in realtà vicino a qualcosa che dovesse eventualmente bollire in pentola sulle rive del lago di Como? Staremo a vedere. Non a Eicma 2012, però, là arriverà la versione nera. Ma poi chissà.
(motociclismo.it)
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Vecchio 29-10-2012, 13: 01
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Devo dire la verità: bella!!!
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Noooooooo.....il motorino nooooooooooooooooo.......
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Vecchio 22-11-2012, 07: 54
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Colpo grosso di Moto Guzzi, che finalmente ci ha fatto provare la mirabile reinterpretazione di un’icona del motociclismo, che nel frattempo si pavoneggiava anche all’Eicma milanese. La nuova California Touring è già in vendita, e costa 19.300 euro, tutto compreso

Moto Guzzi California Touring 1400
Finalmente è arrivata, l’agognata California 1400, che all’Eicma milanese appena conclusosi campeggiava da vera regina allo stand Moto Guzzi, naturalmente affollatissimo per l’occasione.
C’erano tutte e due le versioni: la bellissima Custom, che arriverà tra febbraio e marzo 2013 (prezzo 17.300 euro), e l’opulenta Touring (a 19.300 euro), che abbiamo appena provato in Costa Azzurra, con partenza da Cannes. Per il nostro test era disponibile solo la Ambassador, nera con filetti bianchi, mentre il vernissage milanese mostrava anche la candida Eldorado: due nomi, come molti sapranno, che appartengono ad altrettante versioni degli anni settanta.
Una svolta epocale, l’imponente California 1400, rispetto alla quale l’illustre progenitrice, sulla breccia da una quarantina di annetti, fa perfino tenerezza, per motivi dimensionali, intendo.
Roberto Colaninno, gran capo dell’impero Piaggio, ha ragione ad essere fiero della nuova arrivata, sulla quale è stato investito parecchio, e la cui gestazione è durata quattro anni: il risultato finale, infatti, è davvero notevole. Hanno fatto davvero un gran lavoro i progettisti, che hanno realizzato una moto completamente nuova e fine a sè stessa, non allestita su una base già esistente, come la vecchia evoluzione. Una nuova “piattaforma”, utilizzata per ora per due modelli, poi si vedrà.
Anche se qualche piccolo particolare della nuova arrivata – parere personale – non mi esalta. Come i fondelli dei silenziatori, per esempio, che sembrano incompleti, un po’ come un portalampade senza lampadina. Un po’ banale anche l’aspetto del tappo del serbatoio, che preferirei fosse incernierato, quindi più pratico. Ma anche la stessa stampella laterale ha un aspetto un po’ dimesso, per una moto di questa caratura. Ma si tratta di piccole cose, non certo di pecche irrimediabili.
Bicilindrico da record
Con i suoi 1.380 cc, la California è la bicilindrica italiana di maggior cilindrata; potenza e coppia si attestano su valori notevoli per il segmento con 96cv a 6.500 giri ma soprattutto 120Nm a soli 2.500. Il muscoloso V-twin in alluminio, curatissimo anche nell’estatica, è alimentato da un singolo corpo farfallato da 52mm e gestito in ogni aspetto – prima assoluta su un Custom – da un sistema elettronico con acceleratore ride-by-wire a tre mappature (Turismo, Veloce, Pioggia) che regola di conseguenza erogazione del propulsore e freno motore. Ad aumentare ulteriormente la raffinatezza del motore arriva il controllo di trazione MGCT impostabile su tre livelli. La testata ora ospita una distribuzione monoalbero a quattro valvole per cilindro, doppia accensione e due sonde lambda. Altre ottimizzazioni (radiatore olio maggiorato con elettroventola termostatizzata, nuova cassa filtro, nuova alettatura di maggiori dimensioni sui cilindri) fanno si che i consumi scendano del 15/20% rispetto al “Quattrovalvole” in versione 1200. La trasmissione conta su una frizione monodisco a secco ed un cambio a sei rapporti; la finale, ovviamente a cardano, è stata completamente riprogettata. La linea sembra riassumere in un solo modello il meglio di quanto espresso dalle precedenti generazioni: si possono riconoscere diversi dettagli (specie nella vista laterale) della T3, nonché proporzioni generali – con grande contributo del serbatoio da 21 litri – che ricordano molto le V7 e V850. Bassa e lunga (l’interasse passa da 1580 a 1685mm), la California 1400 rispolvera i cerchi in lega leggera già prerogativa del modello T4, su cui campeggiano orgogliosi i due pneumatici oversize (130/70-18 e 200/60-16 rispettivamente all’anteriore e al posteriore).
Molto curati i gruppi ottici. Al retrotreno troviamo un’unità a LED che integra gli indicatori di direzione, mentre all’avantreno troneggia un proiettore a superficie complessa con faro polielissoidale dotato d’illuminazione diurna con led DRL, altra prima mondiale per un mezzo del segmento cruiser/custom. Il raffinatissimo cruscotto è racchiuso in un singolo strumento circolare di ampio diametro con contagiri analogico sul bordo esterno e display multifunzione al centro. Tutti nuovi anche i comandi a manubrio che integrano – per la prima volta su una Moto Guzzi – il comando del cruise control.

Motore elastico
Fu Giuseppe Guzzi ad inventare il “Telaio Elastico” a fine anni 20; la California di oggi propone invece il concetto di “Motore Elastico” per identificarne il fissaggio al telaio tramite un complesso sistema di supporti elasto-cinematici composti da una biella frontale, due biellette laterali e una serie di tamponi di
gomma che lasciano oscillare il motore filtrando tutte le vibrazioni. Il che consente di avere un telaio molto rigido, con cannotto di sterzo e forcellone sovradimensionati (la forcella con steli da 46mm contribuisce…), particolarmente adatto alla guida dinamica. Il doppia culla chiusa vanta misure caratteristiche tipicamente custom: già citato l’interasse monstre da 1685mm, vale la pena di segnalare un cannotto aperto di 32° con un’avancorsa da 155mm. La seduta è bassa 740mm per garantire manovrabilità e maneggevolezza. Niente compromessi nell’impianto frenante, affidato a Brembo: il doppio disco flottante da 320mm all’avantreno è lavorato da pinze radiali. Al retrotreno si trova un disco da 282mm. Naturalmente presente l’ABS, incredibilmente assente la frenata integrale, una prerogativa delle Moto Guzzi che per prime l'adottarono a metà degli anni Settanta.

Touring o Custom
Come anticipato, la California 1400 viene proposta in due versioni. La Touring è ovviamente dedicata ai turisti: parabrezza “Patrol”, fari supplementari, valige laterali (35 litri), protezioni motore e valige, antifurto. Le grafiche disponibili sono Eldorado (bianca con filetti ornamentali scuri sul serbatoio), ispirata alle versioni della polizia USA, oppure la più classica nera con filetti bianchi. La Custom è invece più fedele al minimalismo cruiser: sella biposto con stampa a caldo dell’aquila Guzzi, manubrio Drag Bar, ammortizzatori posteriori con serbatoietti piggy-back, livrea cupa con profusione di grigio mercurio e nero basalto. Sconfinato, ovviamente, il catalogo accessori, ricco di selle, manubri, valigeria, ma anche parti “performance” quali scarichi alleggeriti e, ovviamente, l’abbigliamento dedicato.

Su strada
Prima di partire per un bel giretto di oltre 200 chilometri, nell’entroterra di Cannes con rientro lungo la bella strada dell’Esterel, prendiamo confidenza con i comandi di bordo. Facile. Il grosso strumento circolare piazzato al centro del manubrio ha cifre molto ben leggibili, sia che si tratti del contagiri analogico perimetrale, che del chiaro ed ordinato display lcd, anch’esso circolare, interno ad esso. Dal blocchetto sinistro sul manubrio, tramite il deviatore già presente su molti modelli del gruppo Piaggio, si selezionano le varie voci del menu a disposizione, compresi i tre livelli di intervento del controllo di trazione. Utilizzando il pulsante di avviamento mentre si guida, invece, a gas chiuso si seleziona la mappatura di erogazione del motore tra le tre disponibili (Pioggia, Turismo, Veloce). Le manopole termiche, nel caso, si attivano con l’indice sinistro premendo un pulsante sottostante quello del lampeggio; con l’indice destro, invece, si aziona un devioluci che comanda i faretti supplementari.Ma scendiamo in sella alla nostra affascinante California Touring, dove si poggiano le terga a soli 74 centimetri da terra, su un’imbottitura non cedevolissima, ma certamente non scomoda.
La postura è da cruiser “customeggiante”, quindi manubrio ampio, braccia rilassate – ma il manubrio è comunque regolabile a volontà - piedi non smodatamente avanzati e ginocchia poggiate sui condotti di aspirazione, senza andare ad urtare (perlomeno per quanto mi riguarda, ma non ho sentito commenti contrari) i poderosi cilindroni magistralmente incastonati nel serbatoio.
Si siede comodi, insomma, nessuna costrizione, comandi a mano e a pedale molto più comodi da usare, rispetto alla vecchia California. E chi non si ritrova con il pedale del cambio a bilanciere - comunque molto utile per non rovinare la scarpa – potrà comunque smontarne la leva posteriore.
Peccato che il bordo superiore del parabrezza, nel mio caso (altezza 1,76), sia giusto appena sotto il livello dello sguardo: in questo caso, o si riesce a guidare sempre perfettamente eretti, oppure ci si trovo presto a sedere un po’ ingobbiti, guardando attraverso il plexiglass. In definitiva, avrei pagato per un parabrezza più basso di almeno 5 centimetri. Molto comode le moto valigie con apertura superiore, avvitate al telaio e protette da un elegante paracolpi cromato.La frizione è accettabilmente morbida, ed è dolce e molto precisa nel suo lavoro. L’acceleratore elettronico, naturalmente, è un burro. Ma quel che più colpirà non solo i Guzzisti doc, ma anche chi su una Guzzi non sia mai salito in sella, è la pressoché assoluta mancanza di vibrazioni. Al minimo rimane ovviamente la classica oscillazione al manubrio trasmessa dall’albero motore longitudinale, ma non appena si ruota la manopola, puff!, vibrazioni azzerate, mentre la famosa – per alcuni famigerata – coppia di rovesciamento naturalmente è sempre li, a ricordarci che li sotto pulsa un grosso V2 trasversale. Il più grosso mai montato su una Moto Guzzi di serie.
Che la California 1400 sia nata bene ci si rende conto già dopo i primi metri percorsi. La moto è una cruiser di quelle “toniche”, nel senso che col pieno di benzina dovremmo sfiorare i tre quintali e mezzo. Ma anche di quelle col baricentro molto basso e con una guidabilità che molti non si aspetterebbero mai.
Frizione dolce, dicevo, e cambio marcia morbidissimo quanto silenzioso, tanto da non avvertirlo nemmeno, ad eccezione della prima, quasi sempre rumorosetta: questo grazie all’accurata calibrazione della sinergia tra gas elettronico e della farfalla dell’iniezione, che aiuta molto la cambiata, che avviene sfiorando il pedale. In scalata invece l’ingaggio tra gli ingranaggi del soffre del carico dovuto alla decelerazione, e l’inserimento dei rapporti può essere meno rapido e preciso, a seconda dei giri del motore, naturalmente.
Usciti dal traffico cittadino di Cannes, dove peraltro ci siamo mossi con buona disinvoltura, inizia il divertimento. Il nuovo motore mostra da subito il suo gran carattere: è capace di viaggiare in sesta a 1.500 giri, e riprendere senza fare tante storie.
Ma la spinta ai bassi e ai medi è davvero forte, divertente, sia viaggiando in modalità “Turismo” che “Veloce”: la differenza tra queste due è decisamente più sottile da percepire rispetto alla dolcissima modalità “Pioggia”, con circa 73 cavalli a disposizione, e tanta dolcezza fina da 1.200 giri: un vero piacere, per andarsene tranquillamente a spasso. Non è prevista autostrada, durante il nostro test, ma è innegabile che questo motore sia nato bene, anche se al rumore di trascinamento della trasmissione primaria bisogna abituarsi un po’.
Sulla litoranea, verso St.Tropez, la Guzzona sfodera orgogliosamente le sue doti ciclistiche danzando tra le curve che è un piacere e senza doversi impegnare, e una volta preso un buon ritmo diventa fin troppo facile iniziare a vessare gli appositi slider in plastica avvitati sotto alle pedanone pieghevoli; insistendo nell’appoggio, tocca al tamponcino metallico supplementare farci capire di piantarla li e non andare oltre.
La nuova California è lunga e “sostanziosa”, ma piacevolmente obbediente al suo pilota, che con un minimo di malizia saprà affrontare agevolmente anche i tornanti stretti, così come le inversioni ad U in spazi tutto sommato accettabili. Molto rassicurante la solidità della ciclistica: il nuovo telaio è robusto e ben calibrato, e infonde fiducia anche quando ci si lascia prendere un po’ la mano guidando una grossa Cruiser quasi come una più permissiva naked di media cilindrata. Niente da dire, in questo caso, sulle Dunlop D251 in dotazione alla nostra cavalcatura.Altra bella sorpresa arriva dalle sospensioni, e in particolare dalla coppia di ammortizzatori posteriori Sachs, che lavorano a meraviglia digerendo mirabilmente avallamenti e sconnessioni dell’asfalto. Va ricordato che qui non abbiamo il cardano reattivo Ca.R.C. con sospensione progressiva, ma un’unità tradizionale, scelta per mantenere quell’aspetto vintage tanto caro ai guzzisti, e abbinata appunto ai due ammortizzatori e ad un gommone posteriore da 16 pollici, che a sua volta aiuta nella fase ammortizzante. È chiaro che, viaggiando in coppia, gli ammortizzatori andranno regolati di conseguenza, e qui probabilmente si sentirà l’esigenza di una manopola esterna per regolarne il precarico, visto che si trovano dietro alle borse.
Positivo anche il giudizio sui freni, che consentono di decelerare molto soddisfacentemente senza doversi aggrappare a leva e pedale, e senza arrivare a stimolare precocemente l’ABS anteriore, mentre il posteriore, per forza di cose, si fa sempre sentire abbastanza presto.
Tornati alla base verso sera, mancava solo la verifica del consumo medio: i tecnici di Moto Guzzi dichiarano consumi migliori rispetto alla concorrenza diretta (leggi Harley-Davidson), dichiarando una percorrenza media, nell’utilizzo comune, di circa 15 km per litro. Il computer della moto da me utilizzata, al ritorno in albergo, segnava 7,3 litri per 100 km, equivalenti dunque a 13,7 km/litro.
Insomma, potremmo tranquillamente affermare che è (ri)nata una stella. Quanti di voi, Guzzisti e non, ora correranno con la mente ai mitici anni settanta, quelli dei Mamas&Papas e i Dik Dik? Si, proprio quelli di “California dreaming”, o “Sognando la California”.

Pregi
Stile | carattere motore | guidabilità |sospensioni | frenata

Difetti
Cambio perfettibile in scalata | trasmissione primaria rumorosa | pochi particolari migliorabili | prezzo importante

(MOTO.IT)
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Vecchio 22-11-2012, 10: 55
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Mi piace veramente molto.

Ma non glie li darei mai 19.500euro...
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1400, arriva, california, guzzi, meta, moto, novembre

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