Il nome è cambiato in
V7 Racer, così come qualche particolare estetico, ma la sostanza è immutata rispetto alla prima versione: tutto rimanda alle gare per derivate di serie degli anni 60 e 70, quando la Guzzi V7 Sport se la giocava con le neoarrivate giapponesi, forti di motori potentissimi ma con ciclistiche non all’altezza della massima produzione sportiva italiana.
Guzzi offre così un piatto racing vintage dal retrogusto nostalgico, ancora più incentrato sulla passione rispetto alle due versioni Classic e Cafè della stessa piccola V7. E la storia si ripropone sul serbatoio cromato con cinghia di pelle(peccato solo non sia in alluminio spazzolato), sui particolari in alluminio forato, le tabelle portanumero e lo stemma in metallo di colore rosso, così come il telaio, che non differisce nelle specifiche.
Sono rossi anche il forcellone posteriore (coppia conica del cardano esclusa) e i bellissimi mozzi dei cerchi a raggi. Per il resto differisce un po’ dalla versione vista all’Eicma 2009, e perde i particolari puramente special e non omologati - come strumentazione con solo contagiri, semimanubri estremi, specchi endbar e codino corto - in favore di elementi già presenti nella produzione e meno estremi.
Fortunatamente, non sono scappati via gli elementi più dinamicamente racing come le pedane arretrate ricavate dal pieno e regolabili, la coppia di ammortizzatori bitubo, regolabili anch’essi, e un perno di sterzo più leggero. L’impianto frenante conta ancora su un monodisco anteriore flottante da 320mm, morso da una pinza a 4 pistoncini della Brembo. Al posteriore il disco è da 260mm.
L’unica differenza prestazionale riguardante il motore, è optional, e si tratta di un nuovo impianto di scarico sviluppato dalla Arrow e dedicato a chi vuole portare la V7 Racer in pista. Di fatto l’impianto dedicato segue la linea classica di quello originale ma non è omologato per l’utilizzo stradale.
Last but not least, questa versione è resa ancora più pregiata dalla tiratura limitata con targhetta numerata.
Un tributo al motociclismo più duro ed essenziale, ai personaggi di Joe Bar.
