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Retrò e Moto d'Epoca
L'angolo dei nostalgici: moto realmente storiche o remake moderni. Ciò che conta è il fascino dei tempi andati

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Vecchio 23-01-2011, 09: 59
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'O Zumo 'e Furcèll'
 
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predefinito Moto Morini 3 e 1/2 Sport

Quella di cui mi accingo a parlarvi rappresenta una pietra miliare nella produzione motociclistica della casa di Casalecchio di Reno. Un mezzo che al suo debutto, nel 1971 (prima con la versione GT, e poi, tre anni dopo, con la più veloce Sport, la moto del nostro servizio), portò per la prima volta in campo motociclistico una serie di soluzioni tecniche assolutamente innovative. Tra queste spiccavano: la frizione multi disco a secco (prerogativa all’epoca delle sole moto da gara), la cinghia dentata per la distribuzione, e addirittura il rubinetto della benzina a comando elettromagnetico (sistema grazie al quale bastava girare la chiave sul cruscotto per la messa in moto, che la benzina fluiva verso i carburatori).






La Morini 3 ½ è spinta da un motore di 344 cc (62x 57 mm) con un insolito angolo tra i cilindri di 72° e con le teste sfalsate tra loro, che permettono un migliore raffreddamento del cilindro posteriore, utilizzando addirittura la gamba del pilota come convogliatore per il flusso dell’aria.
Questa configurazione motoristica molto stretta permise di contenere l’interasse della moto, rendendola così più agile, e consentendole di montare un solo albero motore tra i 2 cilindri oltre che le termiche uguali tra loro. L’unità, realizzata con la tecnica della pressofusione, è alimentata da due carburatori Dell’orto Vhb da 25mm, mentre il cambio, a 6 rapporti, è posto sul lato destro della moto.
Altra particolarità di questo motore fu l’utilizzo delle teste HERON con superficie interna piatta e con la camera di scoppio ricavata nel cielo del pistone. Adottate anche dalla Repco-Brabham campione del mondo F1 nel 1966, queste teste portarono notevoli vantaggi sopratutto in termini di consumi.
Il motore della versione Sport, dotato di un rapporto di compressione pari a 11:1, eroga 39 cv a 8500 giri e può spingere la piccola Morini fino alla ragguardevole velocità di 175 km/h. Punta velocistica che le consentì, all’epoca, di stabilire il primato della categoria.





Questa unità motrice fu il capolavoro dell’Ingegner Franco Lambertini (padre dei moderni 1200 Corsa Corta che oggi equipaggiano moto come la Granpasso o la Corsaro). Nonostante i numerosi vincoli imposti dalla Morini, Lambertini (che proveniva dalle auto, precisamente dalla Ferrari) creò un motore incredibile, dall’erogazione pastosa e dolce, dai bassi consumi, semplice ed economico da produrre, ed affidabile.
Per quanto riguarda la ciclistica, la moto adotta un bel telaio doppia culla all’epoca derivato dalle gare, una forcella Marzocchi all’anteriore, mentre al retrotreno, ammortizzatori posteriori della Ceriani (la moto nella foto, però, monta un paio di Marzocchi -più performanti- anche al posteriore). E ancora, cerchi Borrani, disco singolo Grimeca morso da una pinza monopistoncino (sempre Grimeca) all’anteriore.
L’impianto di scarico originale era composto da una coppia di silenziatori cromati, qui sostituiti da un Lanfranconi 2 in 1 decisamente piu’ racing.





Grazie ad un interasse di soli 1390 mm, al cannotto dello sterzo in piedi, e al peso di appena 144 kg, unito alle ruote da 18”, la Sport si dimostrò da subito una moto particolarmente agile e reattiva nelle svolte strette. Una moto, che però, puntava più sulle prestazioni che sulla stabilità. Circostanza, questa, che portò ben presto all’adozione di un opportuno ammortizzatore di sterzo idraulico.
La Morini, anche se disponeva di poca potenza rispetto a certa concorrenza, era talmente guidabile che sui passi di montagna poteva tranquillamente battere moto di cilindrata superiore (e personalmente posso aggiungere che con questa moto, qualche anno fa -nel misto molto guidato- mi sono potuto togliere più di una soddisfazione, persino contro quadricilindriche di ultima generazione. E questo grazie alle doti innate di agilità estrema).
La Moto Morini 3 ½ ha raggiunto ai giorni nostri un notevole interesse come moto d’epoca. Soprattutto da parte di collezionisti esteri. Peccato solo per la scarsa disponibilità di ricambi.
Insomma, un bell’oggetto che rimarrà nella storia del motociclismo italiano, da guidare e gustare anche oggi, magari con indosso una bella giacca in pieno stile Seventies!

Fonte: Pianeta Raiders.it
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1 or 2, morini, moto, sport

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