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Reports
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Vecchio 25-11-2008, 00: 32
L'avatar di el_conguero
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predefinito Tunisia 2008

Partenza: sera del 4/1/2008 dal porto di Salerno
Nave della Grimaldi che ha impiegato circa 36 ore compreso lo scalo a Palermo e ha attraccato la nave la mattina del 6 gennaio.
Arrivo a Tunisi per colazioni con amici di navigazione e saluto, dato chele strade si dividono. Si parte alla volta di SIDI BU SAID, la città bianca e azzurra e subito dopo KAIROUAN, 4° città sacra dopo La Mecca, Gerusalemme e Medina

























arrivati a kairouan cerchiamo un posto dove mettere al sicuro le moto, subito siamo seguiti da gente in motorino che cercava di portarci con loro, sicuramente per visitare un negozio di tappeti. Eravamo stati preparati dalle nostre guide, quindi eliminati gli scocciatori, ci accordiamo con un negoziante di souvenir per custodirci le moto. La mia viene infilata direttamente dentro il negozio affiaco ad una signora che tesseva i tappeti.
Visitata kairouan ripartiamo alla volta di El Jem. Per strada ci fermiamo presso una classica locanda di quelle che hanno le pecore edi cammell i appesi tipo macelleria e ci sfamiamo con carne di pecora e coca cola. le condizioni igieniche del posto lasciano veramente a desiderare, capiamo cosa significhi essere in africa, ma soprattutto capiamo cosa significa perdere le formalità quando sei realmente affranto dalla fame. Rifocillati ripartiamo. La strada purtroppo era in cantiere e siamo costretti (con tutta la mia gioia) a sorbirci oltre 60 km di sterrato. Arriviamo a El Jem a crepuscolo inoltrato e riusciamo appena a vedere avvolto nelle ombre della sera il famoso anfiteatro: nulla di eccezionale e non ci rammarichiamo di essere arrivati in ritardo.
Ripartiamo per Sfax dove decidiamo di passare la notte. Troviamo un albergo decente, a detta della guida, mettiamo le moto in ricovero, ceniamo, ci facciamo un giro a piedi e andiamo a letto.
Prima notte in albergo: si comincia ad accusare il problema degli odori, il cuscino purtroppo non odora di dixan, come quello di casa nostre, così anche le lenzuola. Vabbè... siamo sempre in Africa... ci abitueremo.





















Il mattino seguente ripartiamo per visitare le case troglodite a matmata, dove tra l'altro hanno anche girato il film Guerre Stellari. Poi, dopo un ricco cous cous, visitiamo gli ksour di Hallouf.































Cominciamo ad ambientarci. Aumenta il feeling con la terra e l a gente del posto. Ci svegliamo di buon ora (come del resto goni giorno) a Tataouine e, dopo aver contrattato con la reception per il prezzo della camera causa cattivissima sistemazione, ripartiamo alla volta di Chenini e di quello che doveva essere l'unico tratto non asfaltato programmato in questa vacanza.
Prima però decidiamo di vedere qualche altro ksour (singolare ksar), e sciegliamo quello di Ouled Sultane, che sembrerebbe il più grande (4 piani) e pittoresco rispetto agli altri. Prendiamo quindi la strada del sud e visitiamo gli ksour. Qui il primo incontro con un gruppo di austriaci talebanissimi in sella ai mono 450, il più giovane tra i 45 ed i 50 anni. Li illustreremo meglio in seguito. Terminata la gita brevemente (ci rendiamo conto che in fondo gli ksour sono tutti uguali) prendiamo per Chenini (si pronuncia "Cinini), dove a parte il villaggio antico troveremo la pista sterrata di 110 km che portaa Ksar Ghilane. Detto fatto ed in 1 oretta arriviamo a Chinini.
All'inizioo della città ci ferma un ragazzino che poteva avere sui 15 anni, Morad. Ci chiede se vogliamo essere accompagnati alla vecchia moschea. Ci accordiamo e cominciamo la scarpinata sulla collina ben arroccata, mentre visitiamo la moschea e l'antico cimitero berbero sopragge il gruppo degli austriaci: cominciamo a stringere amicizia (anche perchè hanno con loro una signora che parla benissimo l'italiano).
Terminata la visita ripartiamo, diamo giusto uno sguardo all'antico villaggio di Chinini e proseguiamo per la pista che porta a Ksar Ghilane.
Non ci mettiamo molto a trovare l'imbocco della pista, anche perchè è ben segnalato. Il fondo stradale è semplicissimo, non ci sono buche. Si tratta di uno sterrato molto largo, quasi un'autostrada in mezzo alle lande; almeno all'inizio.
Appena avanziamo oltre le montagne dalle quali siamo usciti, avvertiamo subito il senso di assoluta immensità caratteristico dell'Africa. Orizzonti a perdita d'occhio senza il benchè minimo cenno di civiltà umana. E' incredibile... guidiamo le moto con gli occhi sazi e il cuore colmo di emozione.
Il percorso se facile per me non lo è per Salvatore che col vfr è costretto a velocità tra i 20 edi 40 km/h. Per lui non è un problema. Come un bastimento, lento ma inesorabile, prosegue la sua corsa.
Dopo circa 40 km incorciamo il Cafè Du Nomad. Una baracca dove un beduino vende bibite ep prepara il caffè (credo sià caffè, ma trattasi di liquido immondo dal sapore indefinito, ma siccome siamo nel deserto, beviamo anche quello).
Fermi al caffè reincontriamo il gruppo austriaco in sella ai loro mezzi ed accompagnati da un Defender di scorta. La pausa è breve e riprendiamo il cammino. Abbiamo tanta stradadavanti ed il percorso comincia a diventare meno semplice. Incontriamo le prime dune e purtroppo Salvatore al primo impatto con la sabbia appoggia la moto a terra. poco male... qualche graffietto di lievissima entità, ma tanta soddisfazione per tutto quello che abbiamo intorno, la sabbia sotto i piedi e le nostre moto al nostro fianco. Quest'uomo, penso tra me e me, è davvero un grande!
Dopo altri kilometri che diventano sempre più difficili tra il brecciame che si inspessisce el a sabbia che aumenta incrociamo la fatidica Pipeline. La imbocchiamo e dopo 10 km di sterro molto semplice e veloce incrociamo la strada asfaltata che porta a Ksar Ghilane. Appenamette le ruote sull'asfalto Salvatore, giustamente, si inginocchia e bacia terra. Nel frattempo ha cominciato a piovere (nel deserto!!!!!)
Tra qualche schizzo d'acqua piovana el a nebbia raggiungiamo l'oasi. Non ci sono parole!!!! finalmente vediamo il deserto, quello vero! Con le dune, la sabbia, tanti dromedari, beduini ecc.
Appena vedo le dune tra i campeggi mi ci getto a capofitto, come un bambino nel paese dei balocchi. Fino a quando tiro troppo la corda edinsabbio la moto su una duna più alta delle altre. Ci sono volute 2 persone per aiutarmi ad uscire dal fosso che avevo fatto.
Trovato il campeggio, vediamo ad attenderci (a nostra insaputa) i ragazzi che avevano navigato con noi. Ci sistemiamo tutti assieme nella tenda berbera e andiamo a giocare sulle dune. Qualcuno prende i quad ma io col mio giessone vado benissimo e mi diverto da matti. Vedete in proposito il topic Playing in the dunes. Finito di giocare. Ci sistemiamo i bagagli, facciamo il bagno nell'acqua termale (che qualcuno ha definito la pozza), ed andiamo a cena. Ricordo che causa sterrato infinito (110km) abbiamo saltato il pranzo. Con una fame da lupi io e YuriS abbiam divorato ben 4 portate a testa. Satolli entriamo in tenda, ma a me viene una splendida idea. Passeggiamo al buio nel deserto sotto un numero di stelle che difficilmente rivedrò nella mia vita. Dopo stanchi come Ercole dopo le sette fatiche andiamo a ninna

























































Ci svegliamo presto, e la dormita non è stata delle migliori. Troppo umido, ma le fresche luci del mattino ci mettono di buon umore.
Il cielo del giorno prima era buio e tetro, ci siamo invece svegliati con un cielo azzurro terso, acceso ancor di più dal sole che si affaccia sull' arancio della sabbia. Uno dei ragazzi che stava coni, quello col klr, per fare il fesso sulle dune il giorno prima aveva un problema alla moto, e senza nemmeno fare colazione l'aveva portata alla tenda degli austriaci (a proposito, nel post precedente non vi ho detto che erano nel campeggio con noi) tra cui Hemel, soprannominato da noi "la bestia", si era offerto di aggiustargliela. La bestia perchè alla guida è un mostro, l'abbiamo visto in azione e siamo rimasti a dir poco con la bocca spalancata, inoltre ostentava grandi doti meccaniche ed organizzative. Infatti nel giro di mezz'ora il klr era a posto. Nel frattempo, io che ero preparato a fare i bagagli e raggiungere Douz tramite Pipeline, chiacchiero con la brava signora, Veronica, la quale mi dice che era quello il loro ultimo giorno e facevano ksar ghilane douz andata e ritorno prima di tornarsene in Austria. Inoltre mi invita ad unirsi a loro. Ecco che i miei occhi si fanno a cuoricino..... anzi si fanno a forma di tassello!!!!
Salvatore mi dà l'ok, Vittorio via sms mi dice che un'altra occasione così non mi capiterà più... insomma preparo bagagli e moto e sono prontissimo per attraversare il SAHARA.
Dopo aver fatto il pieno presso un distributore abusivo (non ce n'erano altri) carico le valigie nel mezzo di supporto, il Defender e partiamo.
In assoluto l'esperienza più bella della mia vita. Non ho potuto filmare ne fotografare niente on board. Troppo preso il Giesse è pesante, la sabbia frolla, le altre moto leggerissime corrono all'impazzata ed io non devo rallentarle.
Sulle dune lo saltano, io no: devo scegliere il percorso migliore, studiarle e scavalcarle una ad una. E' una fatica, ma ti da una soddisfazione senza pari. Mentre mi arrampicavo nel deserto solo un paio divoci mi correvano in mente. Una che diceva: sei nel sahara e stai correndo con superciccio, ce l'hai fatta. L'altra era quella di Vittorio che mi ripeteva: mi raccomando!! busto in avanti e peso sulle pedane esterne. E così ho fatto.
La tratta è lunga 120 km. Dopo i primi 70 km di dune, di cui le più alte erano sui 15mt, i restanti 50 erano su pista veloce: sterro ciottoloso o sabbia. Fastidiosissima la sensazione quando cadevi con le ruote nei solchi lasciati dai mezzi pesanti sulla pista. Abbiamo fatto in tutto 3 soste. La prima tra le dune al cafè du grand erg, solita bevanda dall'identità indefinita e via, si riparte. La seconda per caricare a bordo il klr, che ha desistito, la terza al cafe la port du desert a 30 km dall'arrivo. Dopo un paio d'ore cmq senti il peso della fatica, della moto e della sabbia. Guidare sempre in piedi logora le ginocchia, che fanno un male cane, i trapezi sempre in trazione per tenere lo sterzo. La moto che cerca di sbalzarti ad ogni duna o fosso. E' stata veramente dura arrivare alla fine, ma una volta a Douz mi sono sentito provato quanto soddisfatto... un uomo realizzato.
Di rilievo il fatto che alla fine dell atratta, quegli ultimi 50 km, erano caratterizzati da questi sterrati molto veloci. Veramente divertente: picchi di 120 km/h. E quando in velocità beccavi le dunette (massimo un metro) sulla pista riuscivi anche a saltare (con una moto da 200 e passa kg).
Arrivati a Douz ci siamo ricongiunti, ci siamo sistemati in albergo, abbiamo cercato un meccanico per il klr, abbiamo cenato, abbiamo trovato anche un internet point dove collegarci a motorandagio e siamo andati a ninna. Il sonno più bello e più rilassato che abbia mai fatto.







































Sveglia un po' meno mattutina del solito. Il tempo è bello e dopo colazione scendiamo per sistemare la piastra supporto del gps. Riesco a farmela riprodurre al costo di 10 dinari e la sostituisco. Un'oretta di lavoro e la moto è di nuovo pronta. Prima di ripartire da Douz, perdiamo un po' di tempo tra i mercatini, dove vendono di tutto, dai cellulari alle stoviglie ai souvenir: infatti compriamo un bel po' di ricordi e regalini. Tornati in albergo sistemiamo i bagagli sulle moto e ripartiamo. Direzione Chebili ed il lago salato, il famoso Chott El Jerid. Prima di uscire dal paese però mi faccio accompagnare da Salvatore nel deserto per farci 2 foto e raccogliere un po' di sabbia da portare a casa. Arriviamo in un'oretta al Chott, il quale è immenso e dai profili estremamente variegati. La parte più a Sud sembra deserto, anzi lo è. Con la differenza che nella sabbia è presente un altissimo contenuto di sale. Basta alzare col piede una zaffata di sabbia da terra per vedere che la stessa diventa bianca, infatti è sale. Inoltre è curioso vedere come la presenza del sale nella sabbia riesca a formare delle specie di sculture dalla forma simpatica. Inutile dire che appena vedo le dune mi ci getto subito a capofitto. Qui la sabbia però è molto diversa da quella del sahara. Molto meno compatta, frolla: spesso ho dovuto girare con la prima a manetta per non rimanere bloccato. Eppure onde evitare discese da dune troppo ripide e pericolose, mi sono fermato giusto in punta ed la moto è "affondata", per tirarla su mi sono ammazzato.... Anche qui un bel servizio di foto e ringrazio Salvatore per avermi fatto degli scatti da copertina. Finito di giocherellare con la sabbia ripartiamo. Il lago è attraversato da un unica strada dritta, lunga 56 km. Percorrendola vediamo ai nostri lati il paesaggio cambiare di cotinuo: si parte dalla distesa piatta di terra brulla fino ad arrivare a concentrazioni saline dal bianco vivo, verso la fine incrociamo il lago vero è proprio. E' stupefacente l'immagine del lago che si incrocia con il cielo. Qui riusciamo ad avere anche la sensazione di cosa fossero i miraggi (tra l'altro documentati con foto).
Arriviamo a Tozeur, e troviamo un ristorante dove mangiare. Dopo l'ennesimo cous cous (ormai ne siamo disgustati), facciamo lavare le moto e ripartiamo alla volta delle oasi di montagna: direzione Chebica. Per strada incontriamo alcune steppe frequentate da dromedari in libertà, ci fermiamo per 2 foto e notiamo che il sole tramonta all'orizzonte. Lo spetacolo è letteralmente impressionante. Il sole ha una dimensione enorme rispetto a come siamo abituati a vederlo noi, inoltre i colori sono unici.
Arrivati a Chebica ormai è troppo tardi per visitare l'oasi. Il crepuscolo si stra trasformando in notte fonda. Così ripartiamo verso Tamerza, la più blasonata tra le oasi di montagna. Arrivati inloco ci rendiamo conto (abbiamo sbagliato a non consultare le guide prima di partire) che ci sono solo 2 strutture per dormire. La prima è il Tamerza Palace, 5 stelle di hotel con suite da 260 dinari a notte. La seconda è un hotel/bungalow. Chiediamo di guardare le stanze del secondo. Siamo gli unici ospiti in questa struttura avvolta nell'ombra di un palmeto affianco ad una cascata: umido, buio e solitudine ci impressionano un po', ma decidiamo di rimanere.































La notte passa subito... Siamo distrutti dai km percorsi in giornata ed ansiosi del giro del giorno successivo. Infatti ci svegliamo di buon ora, ed alle 8.30 siamo già con lanostra guida, Farouk, in giro per le gole dell'oasi. Lo spettacolo ti lascia di stucco. Terminato il giro lasciamo la guida e prendiamo appuntamento per dopo pranzo, ci porterà infattia vedere la famosa rue el Rommel, cioè la famosa pista arroccata sul canyon che il generale tedesco Rommel fece costruire, in un anno e mezzo, per sfuggire all'esercito francese che l'aveva braccato e non gli lasciava via di fuga. Visitiamo Chebica, con molta fatica... le moto rimangono incustodite per cui ci portiamo dietro le borse serbatoio: non vi dico la mia quanto pesava. L'oasi è stupenda con i palemti le cascate ed un panorama mozzafiato. Terminato il giro, una bella premuta d'arancia e ripartiamo per Tamerza, dove pranzeremo e con Farouk visiteremo la pista di Rommel. Detto fatto. Arrivati sembra di aver raggiunto un altro mondo. Il canyon è profondissimo... troppo suggestivo! E la guida conosce tutti i punti dove fare le foto e quelli dove ammirare il panorama. Ci mostra anche la groota famosa per essere stata luogo di scene del film "il paziente inglese", ci raccoglie minerali che si trovano un po' ovunque e ripartiamo. Lasciata la guida (che si è fatta pagare ben 60 dinari, dopo forte contrattazione) riprendiamo la via per Gafsa. Ormai l'avventura volge al termine. Effettivamente siamo sulla strada del ritorno, dormiamo a Gafsa e al mattino ripartiamo per Tunisi, 400 km affrontati nel vento freddo e perforante e poi anche nella pioggia.

























tutte le foto sono qui

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Vecchio 25-11-2008, 13: 31
L'avatar di yurisalvatore
t'futt!!!!
 
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è sempre una emozione a rivederle
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Vecchio 14-07-2009, 11: 25
L'avatar di Gigoz
insalata mista docg
 
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Dev'essere stato un viaggio stupendo....very very compliments..
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Vecchio 15-07-2009, 09: 31
L'avatar di Rompinax
la girovaga motarda
 
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ho visitato la tunisia dal nord al sud tra dicembre e gennaio di quest'anno...

è stato fantastico...
la tunisia ha un fascino particolare....
molti posti fotografati li ho riconosciuti....
ma il giro col quad fatto nell'oasi di ksar ghilane non me lo scorderò per tutta la vita vicertentissimo avevamo una guida pazza pazza come piace a me...
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Tiziana R 1200 Gs
viaggio in moto per sentire gli odori del mondo..
Tunisia http://www.youtube.com/watch?v=Ril6RaJjT4g
Marocco http://www.youtube.com/watch?v=fWDnfuoGvXY
Europa dell'est http://www.youtube.com/watch?v=9kLCVluVORo
Siria e Giordania http://www.youtube.com/watch?v=Ijbc9...ayer_embedded#!
Elefante 2011http://www.youtube.com/watch?v=n9q8bMnLoCc
Baltico Russia Ukraina http://www.youtube.com/watch?v=Yjk29LOC-Qk
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Vecchio 15-07-2009, 11: 17
L'avatar di azard
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Registrato dal: Feb 2009
ubicazione: gorizia
Messaggi: 714
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bellissime foto. very very compliments
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Vecchio 15-07-2009, 11: 17
L'avatar di Gigoz
insalata mista docg
 
Registrato dal: Jun 2009
ubicazione: Sardinia Island
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Originariamente inviata da Rompinax Visualizza il messaggio
ho visitato la tunisia dal nord al sud tra dicembre e gennaio di quest'anno...

è stato fantastico...
la tunisia ha un fascino particolare....
molti posti fotografati li ho riconosciuti....
ma il giro col quad fatto nell'oasi di ksar ghilane non me lo scorderò per tutta la vita vicertentissimo avevamo una guida pazza pazza come piace a me...
La Tunisia mi manca, nel senso che non ho ancora avuto modo di visitarla, invece sono stato due volte in Marocco e ci voglio tornare a tutti i costi e che ci vuole una vacanza un po lunga per visitare tutto in maniera soddisfacente..........hai ragione, questo tipo di località trasmettono un fascino unico..... quasi, quasi mi sarei trasferito.....
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GIGOZ R1200GS
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2008, r1200gs, tunisia, wlamoto

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