Cari amici ho pensato di proporvi un giro in un posto che merita attenzione per tradizioni, per bellezza e per splendidi percorsi da affrontare con le nostre moto ...
Il gargano
ecco la mia proposta:
Partenza il 01/05/2009 alle ore 8,30/9.00 da Napoli casello Autostrada Napoli-Bari A16.
L'autostrada è "curvosa" e quasi senza velox per cui .....


Uscita Candela (Km 128 circa…..navigatori permettendo)
Superstrada per Foggia (Km 33 circa) uscita SS 16 direzione Pescara.
Proseguire per San Severo (Km 26 circa).
Al primo semaforo girare a destra. Proseguire diritto (possibilmente seguendo le curve della strada….) fino al quarto semaforo (se dovesse essere rosso FERMATEVI) girare a destra direzione Apricena (Km 13 circa).
Giunti ad Apricena alla prima rotatoria dopo il semaforo sulla circonvallazione girare a sinistra direzione Gargano ( 9 Km circa).
A San Nazario imboccare la superstrada del Gargano con direzione Ischitella-Vieste ed uscire a Sannicandro (10 Km circa), svoltare a sinistra per Torre Mileto-Rodi Garganico e proseguire diritto fino a Foce Varano proseguendo ancora fino all’incrocio per Rodi Garganico (20 Km circa).
Da questo momento …….. divertirsi sulle curve, ovviamente della strada……..
Proseguire fino a Rodi, svoltare a destra verso San Menaio (6 Km circa) e proseguire fino a Peschici (12 Km circa).
Siamo arrivati….potremo pranzare in un ristorantino economico ……. ma dove si mangia bene.
Dopo aver sbafato, giro turistico digestivo per la città di Peschici rigorosamente a piedi………, poi a bordo delle nostre moto attraversamento del paese e partenza alla volta di Vieste (via litoranea 24 Km circa).
Giunti a Vieste ci fermiamo in albergo e con molta calma ci rivediamo dopo qualche ora per un giro nel centro storico.
Cena rigorosamente al BOX 19 …….dopocena libero………
2° Giorno
Partenza da Vieste con comodo per raggiungere Mattinata.
Sono circa 38 km. di curve bellissime percorrendo la strada Litoranea.
In relazione all'orario di partenza proporrei anche una deviazione per Pugnochiuso.
Visita a Mattinata e poi via alla volta di Monte S. Angelo.
Altri 18 km. di strada con panorami mozzafiato!
A monte Sant'Angelo è d'obbligo, oltre che la visita al pesino, una visita alla grotta di San Michele ed un assaggio delle mitiche "ostie arrichin'"!!


Si riparte alla volta di Vico Garganico.
Sono 43 km. in cui vi dimenticherete di essere vicini al mare e vi sembrerà di trovarvi come per incanto in Svizzera!!
Passeremo infatti nella Foresta Umbra.
Da Vico possiamo decidere se scendere verso San Menaio e rifare la costiera per Peschici (15 km) e poi fino a Vieste (altri 22 km.) oppure risalire di nuovo in Foresta e ridiscendere dall'altro lato della montagna direttamente fino a Vieste per strade interne anch'esse bellissime!!
3° giorno
Partenza da Vieste con comodo per raggiungere Mattinata ma questa volta faremo la strada "interna". Proseguiremo per Manfredonia e se vogliamo ci possimao anche fermare a vederla. Da li saliamo verso S. Giovanni Rotondo che merita una sosta noniostante, come potrete immaginare, sia piuttosto "incasinata". Poi ridiscendiamo e prendiamo la superstradain direzione Foggia, quindi la Foggia Candela , l'autostrada e saremo di nuovo a casa
Fatemi sapere eventualmente chi fosse interessato in modo da prenotare qualcosina in albergo!!
Di seguito, solo per chi volesse approfondire, un pò di notazioni storico/geografico/culturali
Peschici: appare all'improvviso dalla litoranea per chi viene da Rodi Garganico, le sue bianche casette con il tetto a cupola, eredità della cultura saracena, con ai piedi la spiaggia "la Marina" formano uno dei panorami più conosciuti del Sud Italia.Le origini di "Peschici" risalgono al '970 d.c. quando un duce slavo fù inviato dall'imperatore "Ottone I" a scacciare i saraceni. A picco sul mare domina il paesaggio circostante da un’alta scogliera. La pittoresca cittadina, coronata di fitti boschi ed estese pinete, si contraddistingue per le sue caratteristiche costruzioni bianche a cupole che riecheggiano l’architettura delle casbah arabe. Il Centro Storico è ricco di scorci di grande suggestione, le sue botteghe artigiane e una miriade di locali dove si gustano i piatti tipici della tradizione Pugliese. Percorrendo gli stretti vicoli scavati nella rupe o salendo le piccole e tortuose scale si respira un’ atmosfera unica: il profumo del pino marittimo mescolato all’aria salmastra si confonde con l’odore del rosmarino e del cappero che ivi nasce spontaneo. Oggi Peschici è uno dei più conosciuti centri turistici della Puglia, con la sua costa che da un punto di vista naturalistico è il vero tesoro del paese, insenature e grotte si alternano a bellissime spiaggie e piccole baie immerse nel verde dei pini mediterranei. Vario è il panorama costiero: lunghe spiagge con mare poco profondo, piccole cale con sabbia sottile e degradante si alternano a tratti con scogliere a picco o degradanti, meta preferita per gli appassionati di pesca subacquea che su questi fondali trovano spigole, saraghi, polpi e dove si può ammirare la pesca unica sui Trabucchi, ingegnose costruzioni in legno per la pesca al passo specialmente durante la migrazione del pesce nel mare Adriatico.
LUOGHI DA VISITARE: Abbazia di S. Maria di Calena: Uno dei più importanti monumenti del Gargano, a pochi chilometri dal paese, dove per lungo tempo ha vissuto una comunità di monaci benedettini. Al suo interno si trova, un'interessante statuetta lignea di Madonna con Bambino. Il Castello: Il Castello, chiuso tra le mura del Recinto Baronale, fu costruito dai normanni nella seconda metà dell'anno mille, ma fu sotto Federico II che trovò nuovo splendore, con la costruzione della torre, detta "Rocca Imperiale". Centro storico: Il centro storico è molto caratteristico, fatto di scale e case che degradano verso il mare con un percorso irregolare. Il paese è ricco di botteghe e negozietti di ogni tipo, dove le locande, le taverne, e i ristorantini locali, inebriano l'aria con i profumi delle ricette del posto. Chiesa della Madonna di Loreto: Secondo la tradizione, la chiesa fu edificata tra il XVI e il XVII secolo, sul luogo dove era apparsa la Madonna ad un gruppo di marinai travolti dalla burrasca.
I Trabucchi: Sistema di pesca tradizionale dei peschiciani caratterizzato da pali conficcati nelle roccie e funi che trattengono una grande rete calata in acqua, detta trabocchetto, in cui cade il pesce. Questi suggestivi arnesi da pesca, definiti esempi di bioarchitettura, si protendono in tutta la lora selvaggia bellezza dell'azzurro del mare, quasi a sfidare l'avanzata del cemento.
La Foresta Umbra: prende il nome proprio dall'ombra che gli alberi di alto fusto creano, è chiamata anche la Foresta del Sud con gli alberi del Nord a causa della vegetazione prettamente caratteristica delle foreste del Nord.
VIESTE: E' la città più orientale del promontorio del Gargano, delimitata da due lunghe spiagge sabbiose, ed è meta ambita dei turisti provenienti da tutte le parti d'Europa. Nella parte piana della penisoletta si estende il quartiere ottocentesco e moderno, mentre sul dosso roccioso è arroccato il pittoresco centro storico, tipico del periodo medievale, caratterizzato da strade strette e non allineate, le cui abitazioni con le tipiche scalinate esterne (mignali) sono unite di tanto in tanto da esili archi di contrafforte.
Sono da visitare le suggestive grotte marine lungo la costa meridionale di Vieste, le affascinanti isole di Tremiti, la grotta di S. Michele a Monte S. Angelo o la tomba di Padre Pio a S. Giovanni Rotondo, le grotte carsiche di Castellana o lo zoosafari di Fasano o muoversi con la famiglia e gli amici per un pic-nic nella vicina Foresta Umbra.
Mattinata: è stata poeticamente definita "Una farfalla sul Gargano", espressione sicuramente adeguata a descrivere lo splendido colpo d’occhio che il turista riceve raggiungendo il Gargano da Manfredonia e trovandosi di fronte la splendida Mattinata. Luminosa per quelle sue meravigliose casette che le conferiscono un esotico aspetto orientale, Mattinata si adagia su due collinette "Castelluccio" e "Coppa della Madonna", una sorta di terrazzo naturale dal quale si domina l’ampia e fertile pianura, collocate ai piedi del Monte Sacro, più noto in passato con il nome di Monte Dodoneo. Un clima dolce e mite; dovunque mandorli, albicocchi, meli, peri: un vero trionfo di vegetazione mediterranea. E sono soprattutto le coltivazioni di mandorleti e di oliveti a dare un grosso contributo all’economia di Mattinata, oltre ovviamente allo sviluppo turistico. Infatti, al di là del pittoresco insieme che fà di questo paese uno dei fiori all’occhiello del promontorio Gargano, grazie ai suggestivi edifici bianchi con vista sulla baia sottostante, a Mattinata si va soprattutto per il mare: la sua spiaggia, tra le più ampie dell’intero Gargano, è resa celebre per i meravigliosi ciottoli di cui è composta, di varia grandezza, levigati giorno dopo giorno dalle onde marine, che li arricchiscono di incredibili sfumature. Mattinata è il punto migliore per intraprendere escursioni in barca alla volta di Vieste e in questo tratto di costa, traforata di grotte estremamente suggestive, si trovano caverne stalattitiche, baie, calette, angoli paradisiaci e incantevoli spiaggette raggiungibili solo dal mare. Anche le grotte terrestri esprimono un certo fascino, come quelle in zona Ripa Rosse.
In località Agnulli sono stati ritrovati i ruderi di un acquedotto risalenti all’epoca romana: infatti l’attuale Mattinata si può identificare con l’antica " Matinum " dei romani. Poco lontano dal sito di Matinum, verso la metà del 1700, intorno ad alcuni "pagliari", prese a formarsi sulla collinetta Castelluccio il primo nucleo dell’odierna Mattinata, che è divenuto comune autonomo solo nel 1955: fino ad allora il centro apparteneva amministrativamente al comune di Monte S. Angelo.
Appena fuori dal paese, imponenti vestigia storiche si alternano a paesaggi naturali veramente suggestivi: a sud-est, distante solo tre km, si eleva, a picco sul mare, "Monte Saraceno" che, già abitato dall’uomo primitivo, divenne nell’alto medioevo il quartiere generale dei saraceni trincerati sul Gargano, data la sua posizione strategica. Sulla sommità del Monte Sacro una mulattiera consente di raggiungere le imponenti rovine dell’abbazia benedettina della SS. Trinità, in stile romanico- pugliese, fondata intorno al 1058.
Monte Sant’Angelo : Intorno alla Grotta, dedicata a S.Michele, nell'arco di alcuni secoli sorse una straordinaria ed unica Città: Monte Sant'Angelo, la cui esistenza fu sempre indissolubilmente legata al Santuario ed alla sua particolare importanza per tutta la cristianità. Abbiamo già accennato ad alcune vicende storiche. Una remota tradizione vuole che una grotta nei dintorni di Monte Sant'Angelo fosse l'antro nel quale l'indovino Calcante rendeva auspici e profezie. E fu proprio in quella grotta, nel 594 d.C., che apparve l'Arcangelo Michele, tuttora Santo patrono di Capitanata. L'apparizione del grande arcangelo, dell'angelo soldato che guidò le schiere di Dio nella lotta contro i ribelli di Lucifero fu probabilmente metafora ed eredità della grande guerra goto-bizantina. Il culto di San Michele a Costantinopoli derivava dalle antiche tradizioni persiane, e le armate di Belisario e Narsete lo trasferirono in Puglia. Come che sia, il santuario di Monte Sant'Angelo ebbe così grande importanza nel MedioEvo da essere tappa obbligata dei pellegrini che andavano in Terra Santa. La lunga strada che partiva da Santiago di Compostela e giungeva a Monte Sant'Angelo, prendeva nel suo tratto terminale il nome di "Via Sacra Langobardorum".
Si è detto che un nucleo abitato nacque attorno al Santuario, ma il primo vero e proprio quartiere può essere identificato con il rione Junno che, secondo alcuni studiosi, sarebbe addirittura anteriore all'epoca stessa delle Apparizioni, anche se le prime notizie storiche della sua esistenza risalgono al X secolo.
Si notano ancora evidenti tracce delle antiche mura di cinta della città medievale (secoli IX-XIII), demolite successivamente a causa dello sviluppo longitudinale che ha avuto Monte Sant'Angelo negli ultimi due secoli.
Il centro urbano storico è dominato dall'alta mole del castello che testimonia la presenza ed il dominio dei Normanni, Svevi, Angioini ed Aragonesi.
Vico del Gargano: Tra Peschici e la Foresta Umbra in un uno scenario dominato da una ricca vegetazione, sorge Vico. Nota per i suoi frutteti e per le caratteristiche casette bianche, Vico possiede un interessante centro storico, la cui storia è raccontata dai suoi monumenti. Le chiese del borgo antico rappresentano una importante testimonianza del passato: in particolare segnaliamo la chiesa Matrice, che custodisce opere pregevoli del '500. Degna di visita è anche la chiesa di S. Maria del Suffragio, sede dell'antica Accademia degli "Eccitati Viciensi", una sorta di congrega dove gli aderenti discutevano di questioni sociali ed economiche. Il suo passato è ricco di testimonianze preistoriche: il territorio di Vico fu abitato da popoli provenienti dalla Tracia, dall'Illiria e dalla Grecia, le cui tracce sono visibili nei numerosi insediamenti paleolitici, neolitici e dell'età del ferro; sul Monte Tabor, in particolare, è stata rinvenuta una necropoli paleocristiana. L'antica Gargara, oggi Vico, secondo la leggenda fu fondata da Diomede e successivamente popolata dagli Schiavoni che diedero alla cittadina il nome attuale. Gli edifici più antichi risalgono all'epoca normanna e a Federico II che fece costruire nel 1240 il castello, di cui è visibile un torrione cilindrico ed alcune camere con volte a crociera ogivale. Vico subì nel corso dei secoli le dominazioni degli Angioini e degli Aragonesi, divenendo signoria di Galeazzo Caracciolo, nobile che ottenne il feudo da Ferdinando II d'Aragona nel 1495. Interessante è anche la cinta muraria che comprende alcune torri e chiesette. Una visita merita pure il Convento dei Cappuccini fatto cosruire dagli Spinelli, che successero ai Caracciolo.
Luoghi da visitare: Castello Normanno-Svevo-Aragonese (ristrutturazione nel periodo Svevo tra gli anni 1220-1260, ristrutturazione nel periodo Angioino tra gli anni 1266-1285, ristrutturazione nel periodo Aragonese tra gli anni 1442-1501), Palazzo Caracciolo, Cinta Muraria medievale e Torri difensive, Palazzo della Bella, Chiesa Matrice, Chiesa di S. Martino, Chiesa di S. Nicola di Mira (XVII sec.), Chiesa della'Annunziata (XVI - XVII sec.), Chiesa di S. Marco, Chiesa di Maria del Carmelo, Chiesa di S. Domenico, Chiesa della Misericordia, Chiesa di S. Maria degli Angeli, Chiesa di S. Maria Pura - Fontana vecchia, Cimitero Monumentale di S. Pietro, Necropoli di Monte Tabor
La Montagna Sacra
San Giovanni Rotondo, il borgo garganico che divise l'esperienza terrena di Padre Pio da Pietrelcina, è oggi uno dei principali centri di turismo religioso in Italia. Un primato dovuto per intero al frate delle stimmate, primo francescano a ricevere questo particolarissimo segno di Dio dopo lo stesso San Francesco. Padre Pio è stato proclamato beato in San Pietro il due maggio 1999. Ma la sua poderosa impronta si rinviene anche e soprattutto nella "Casa Sollievo della Sofferenza", il modernissimo ospedale costruito con il contributo dei fedeli di tutto il mondo sulle balze di quella che fu un'inospite pietraia.